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Cancellazioni,Riabilitazioni, Annotazioni, Sospensioni e Rettifiche dal Registro Informatico dei Protesti

Camera di Commercio di Pistoia e Prato
Ufficio Armonizzazione del Mercato e Tutela del Consumatore
Anna Lia Bargiacchi- protesti@ptpo.camcom.it

 

CANCELLAZIONI

Cancellazione delle cambiali pagate entro 12 mesi dalla levata del protesto
Il debitore che esegue il pagamento di un effetto (pagherò cambiario o tratta accettata, assegni esclusi) entro 12 mesi dalla levata del protesto, può chiedere la cancellazione definitiva del medesimo dal Registro Informatico dei Protesti, presentando:
1) domanda con marca da bollo da 16€, rivolta al Presidente della Camera di Commercio, debitamente compilata in modo leggibile, utilizzando l'apposito modulo; (formato DOC - dimensione 90 Kb)
2) il modulo deve riportare la firma semplice dall'avente diritto, che dovrà comunque esibire un documento di identità in corso di validità.
Nel caso in cui la domanda sia inviata per posta occorre allegare fotocopia del documento di identità.
Nel caso in cui sia presentato da terzo incaricato dovrà essere allegata fotocopia del documento dell'avente diritto ed esibito documento di identità del terzo;
3) allegare i titoli protestati in originale e quietanzati, unitamente all'atto di protesto o della dichiarazione di rifiuto del pagamento. Per quietanza di pagamento si intende la dimostrazione del pagamento delle spese e degli interessi maturati dovuti per legge. E' possibile scaricare il seguente modello di dichiarazione di quietanza cliccando qui modulo (formato PDF - dimensione 11 Kb)
4) versamento a favore della Camera di Commercio Ufficio Protesti, per diritti di segreteria, di € 8,00, per ogni titolo di cui si chiede la cancellazione. Modalità di pagamento:
- Contanti, Pago Bancomat e Carte di Credito direttamente allo sportello
- oppure mediante Bonifico Bancario cliccare qui.
CASI PARTICOLARI:
Il deposito vincolato
In mancanza del titolo protestato è possibile presentare la certificazione della banca attestante l'avvenuto deposito vincolato "modulo" (formato PDF - dimensione 13 Kb)ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. 290/1975 (attuativo dell'art. 12 della legge349/73 specificando tutti i dati identificativi dell'effetto (data di scadenza, importo, data del protesto, nome del beneficiario, numero di repertorio, nome dell'ufficiale levatore).
Gli assegni protestati
La cancellazione degli assegni protestati non è di competenza della Camera di Commercio. E' possibile presentare istanza di cancellazione solo dopo l'accordato decreto di riabilitazione del tribunale competente per territorio.

Cancellazione per riabilitazione
Ai sensi dell'art. 17 della Legge n. 108/96 (Disposizioni contro l'usura) gli effetti protestati per mancato pagamento e pagati successivamente ai 12 mesi dalla levata del protesto possono essere cancellati esclusivamente una volta ottenuta la riabilitazione, con Decreto del Presidente del Tribunale, che viene accordata, solo in assenza di ulteriori protesti nei successivi 12 mesi.
L'istanza di cancellazione per riabilitazione può essere richiesta anche per gli assegni protestati.
L'avente diritto può inoltrare istanza alla Camera di Commercio per ottenere la cancellazione definitiva del proprio nominativo dal Registro Informatico dei Protesti, allegando il Decreto di riabilitazione in copia conforme all'originale; su di essa provvede con determinazione il responsabile Dirigente dell'ufficio.
Il modulo| (formato DOC - dimensione 74 Kb) predisposto dall'ufficio protesti deve essere presentato, compilato e corredato come segue:
1) marca da bollo amministrativa da € 16,00:
2) decreto di riabilitazione rilasciato dal Presidente del Tribunale competente per territorio, in copia conforme all'originale ;
3) il modulo deve riportare la firma semplice dell'avente diritto, esibendo un documento di identità in corso di validità del medesimo;
4) versamento a favore della Camera di Commercio - Ufficio protesti - di € 8,00 per diritti di segreteria per ogni titolo protestato;
modalità di pagamento:
- Contanti, Pago Bancomat e Carte di Credito direttamente allo sportello
- La Camera di Commercio provvede a pubblicare il Decreto di riabilitazione nel Registro informatico dei protesti Art. 13 D.Lgs. n. 150/2011
Contro il Decreto di riabilitazione concesso dal tribunale competente, può essere presentato ricorso alla corte di appello.
Il provvedimento che accoglie il ricorso è pubblicato nel Registro informatico dei protesti cambiari.

Cancellazione per illegittimità o erroneità del protesto
Analoga richiesta può essere presentata da chiunque dimostri di essere stato protestato (per vaglia cambiari, tratte accettate) illegittimamente o erroneamente.
L’istanza di cancellazione per erroneità o illegittimità del protesto di cambiali, vaglia cambiari, è presentata all'ufficio protesti utilizzando l'apposito modulo (formato DOC - dimensione 84 Kb)
L’erroneità o l’illegittimità è riferita alla solo forma della levata del protesto e non già al rapporto sottostante il titolo stesso.
Possono presentare istanza di cancellazione per erroneità o illegittimità del protesto:
- il pubblico ufficiale incaricato della levata del protesto;
- l’azienda di credito, quando si sia proceduto alla levata illegittimamente o erroneamente;
- chiunque dimostri di aver subito levata di protesto, al proprio nome, illegittimamente e/o erroneamente;
Occorre allegare all'istanza rispettivamente dichiarazione o documentazione probatoria, attestante l’illegittimità e/o l’erroneità della levata del protesto. Potranno essere valutati positivamente ai fini della cancellazione eventuali atti interni al procedimento giudiziario che abbiano valore di mezzi di prova (es. consulenza tecnica d’ufficio, dichiarazione di ammissione di responsabilità resa in giudizio).
In ogni caso non risultano sufficienti ai fini della valutazione dell’illegittimità o dell’erroneità la dichiarazione in tal senso del richiedente o la denuncia di furto del titolo di credito o la denuncia/querela all'Autorità giudiziaria in relazione alla falsità della firma sul titolo di credito o a qualsiasi altro fatto riguardante il titolo di credito o il protesto.
E’ bene chiarire che relativamente a questi ultimi casi che non sarà sufficiente ai fini dell’accoglimento dell’istanza allegare una mera dichiarazione di parte, quale, per esempio, la denuncia di furto o di smarrimento o di non aver sottoscritto il titolo proveniente dal protestato. Queste ultime, infatti, in quanto mere dichiarazioni di parte, non hanno alcun valore probatorio.
Sarebbe opportuno, invece, produrre prove oggettive e imparziali, quali, per esempio, provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria di sequestro o condanna disposti nei confronti del presunto autore del furto o della sottoscrizione fittizia.
In merito alla prova, occorre, infatti, ricordare che in entrambi i casi la legge dispone che l’illegittimità o l’erroneità siano adeguatamente provate e che, in base a legge n. 77/55, non esistono preclusioni di sorta in ordine alla produzione di mezzi istruttori da parte dell’istante, se non le limitazioni derivanti dal fatto che ci si trova dinanzi ad un procedimento amministrativo e non giudiziario.
Per tale motivo, per esempio, le dichiarazioni rese da terzi non potranno assumere il valore di testimonianza.
La legge impone poi al Dirigente responsabile dell’Ufficio Protesti di decidere entro un termine ragionevolmente breve, venti giorni dalla presentazione dell’istanza, e prevede che, in caso di reiezione dell’istanza o di mancata decisione entro i termini suddetti (silenzio-rifiuto), il protestato possa ricorrere al Giudice di Pace del luogo della propria residenza.
Il giudizio eventualmente instaurato dinanzi al Giudice di Pace seguirà il procedimento descritto dagli artt. da 414 a 438 del codice di procedura civile (rito del lavoro).

SULLE ISTANZE DI CANCELLAZIONE DECIDERA' CON APPOSITA DETERMINAZIONE IL RESPONSABILE DIRIGENTE DELL'UFFICIO PROTESTI

ANNOTAZIONI

Richiesta di annotazione nel Registro Informatico dei protesti
Per le cambiali pagate oltre un anno dalla levata del protesto, per le quali non è possibile ottenere la riabilitazione dal Tribunale, qualora non esistano presupposti di legge (ovvero in presenza di altri titoli protestati e non ancora pagati), l'interessato può chiedere l'annotazione dell'avvenuto pagamento nel Regsitro Informatico dei protesti. Detta annotazione di avvenuto pagamento non comporta in alcun modo la cancellazione del protesto. La stessa costituisce esclusivamente una informazione aggiuntiva inserita nel Registro (pagato dopo il protesto).
L'annotazione può essere richiesta dall'interessato anche per il protesto dell'assegno di cui ha provveduto al pagamento.Detta annotazione di avvenuto pagamento non comporta in alcun modo la cancellazione del protesto. La stessa costituisce esclusivamente una informazione aggiuntiva inserita nel Registro (pagato dopo il protesto).
Il Modello ANNOTAZIONE (formato DOC - dimensione 78 Kb)
appositamente predisposto dall'Ufficio Protesti deve essere compilato e corredato come segue:
- originale del titolo con atto di protesto;
- quietanza di pagamento in originale, comprensiva di spese e interessi, rilasciata dal beneficiario del titolo oltre copia di un suo documento di identità
- marca da bollo da € 16,00;
- versamento dei diritti di segreteria di € 8,00 per ogni titolo di cui si chiede l'annotazione.

Tempi
Il dirigente dell'ufficio protesti della Camera di commercio si pronuncia entro 20 giorni dalla presentazione della domanda. L'ufficio esegue quanto disposto entro i 5 giorni successivi. Contro il provvedimento che respinge l'istanza è possibile proporre impugnazione al giudice di pace del luogo in cui risiede il debitore protestato.

SOSPENSIONI E RETTIFICHE

L’Ufficio Protesti può sospendere la pubblicazione dei protesti solo in presenza di un ordine dell’ autorità giudiziaria.
La sospensione è un provvedimento a carattere temporaneo e non si traduce in modo automatico nella cancellazione.

Rettifiche e integrazioni dei dati contenuti nel registro.
Eventuali rettifiche ed integrazioni sui dati contenuti nel Registro informatico dei Protesti sono ricevibili esclusivamente su domanda dei soggetti abilitati a levare i protesti( notai, segretari comunali, ufficiali giudiziari), in base a quanto stabilito dall'art. 1 della legge 18 agosto 2000, n. 235, nonchè dagli art. 2 e 5 del D.M. 9 agosto 2000 n. 316.


 

Link: 6 Modello ANNOTAZIONE.doc (formato DOC - dimensione 78 Kb)

 

Data di ultima modifica: 27/11/2020

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