Informazioni generali

Il diritto annuale

Le persone fisiche e le persone giuridiche iscritte nel Registro delle Imprese, o anche solo annotate al REA (Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative), sono tenute a versare il diritto annuale alla Camera di Commercio competente per territorio in forza dell'art. 18 della Legge 580/1993 e degli artt. 2 e 3 del Regolamento attuatuativo adottato con DM numero 359/2001.
 
Si ricorda che il diritto annuale è dovuto in ragione dell'iscrizione nel Registro delle Imprese della sede legale e di eventuali unità locali.
I soggetti annotati solo al REA (persone fisiche non  titolari d'impresa, associazioni, fondazioni ed altre forme giuridiche non tenute all'iscrizione nel R.I.) sono tenute a corrispondere il diritto annuale in misura fissa per la sola sede legale e non versano il diritto annuale per eventuali unità locali.
 
Chi risulta iscritto (o anche solo annotato al REA) al primo di gennaio è tenuto a versare il diritto annuale con modello F24 (o tramite PagoPA) entro il termine di cui  all'art. 17 del DPR numero 435/2001, ossia entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto (saldo anno precedente) delle imposte sul reddito.

Per le iscrizioni (o annotazioni REA) in corso d'anno il diritto annuale dovrà invece essere saldato in sede di trasmissione telematica della relativa domanda, oppure con modello F24 entro i 30 giorni successivi.

Si ricorda che il trasferimento della sede legale non è da considerarsi nuova iscrizione, pertanto nell'anno del trasferimento l'imposta per la sede legale è dovuta solo alla camera di commercio presso i cui registri risultava l'iscrizione al primo di gennaio.

 

Il modello F24 dovrà essere compilato nella SEZIONE IMU ED ALTRI TRIBUTI LOCALI come segue:


Codice Ente: PO
Codice tributo: 3850
Anno di riferimento: ANNUALITA' CHE SI INTENDA SALDARE
Importo a debito: IMPORTO DOVUTO

Si rammenta che è possibile saldare il diritto annuale in compensazione per recuperare eventuali crediti d'imposta.

Al fine di evitare disguidi nell'accredito delle somme versate si raccomanda di porre attenzione nella compilazione, in particolare di riportare il codice fiscale e NON la partita IVA nei riferimenti anagrafici in epigrafe alla delega F24.

Si ricorda, infine, che dal 1° ottobre 2006, per effetto del disposto di cui al comma 49 dell’articolo 37 del Decreto Legge numero 233/2006, convertito con modificazioni dalla legge numero 248/2006, tutti i titolari di partita IVA devono effettuare il pagamento delle imposte, dei contributi ed anche del DIRITTO ANNUALE solo con il modello F24 telematico.
 
L'ammontare dovuto

Nell'invitare a prendere visione dei singoli importi nella apposita sezione di questo sito, ricordiamo qui che il diritto annuale è dovuto in misura fissa dalle imprese individuali, dalle società semplici, dai soggetti annotati solo al REA (persone fisiche non  titolari d'impresa, associazioni, fondazioni ed altre forme giuridiche non tenute all'iscrizione nel R.I.).

Le società di capitali, le società di persone con eccezione appunto delle società semplici, le società cooperative, le società consortili, i consorzi ed in generale tutte le persone giuridiche che non versano in misura fissa, sono tenuti a versare il diritto annuale in un ammontare commisurato al fatturato; in merito alla definizione di fatturato e riguardo alle modalità di calcolo dell'imposta si rinvia alla nota MiSE numero 19230 del 3 marzo 2009.

 

Interruzione della pretesa tributaria

Il diritto annuale non è dovuto da coloro (persone fisiche o giuridiche) che chiedano la cancellazione entro il 30 gennaio, purché abbiano cessato l'attività entro il 31 dicembre dell'anno solare precedente.
In particolare, per le società di capitali, le cooperative, i consorzi con attività esterna, ed in generale tutte le persone giuridiche tenute alla redazione ed al deposito del bilancio finale di liquidazione, il diritto annuale cessa di maturare dall'anno successivo alla data di chiusura del bilancio finale di liquidazione, purché venga richiesta la cancellazione entro il 30 gennaio.
 

Blocco del certificato camerale

A partire dal 4 Ottobre 2005 il blocco della certificazione (articolo 24 comma 35 Legge numero 449 del 27 dicembre 1997) viene applicato nei casi di irregolarità nell'assolvimento del tributo che, dal 2021, insistano nei cinque anni d'imposta precedente.

 

Per avere un rimborso

Ai sensi dell'artticolo 10 del Regolamento attuativo adottato con DM 359/2001, le istanze di rimborso dei diritti camerali erroneamente corrisposti devono essere presentate entro ventiquattro mesi dalla data del pagamento: si invita, nel caso, a voler utilizzare apposito formato pubblicato nella sezione "Modulistica".
La compensazione in delega fiscale di eventuali eccedenze del solo diritto annuale è comunque consentita fino a prescizione ordinaria (10 anni data delega).
 
 
 

 

 

 

 

Ultima modifica: Giovedì 26 Agosto 2021