PROGETTO PER LA PROMOZIONE DELLA TRASPARENZA E DELLA LEGALITA’

Mafie in pentola

 

La U.O. Metrologia legale e sicurezza prodotti dell’Ente camerale ha stabilito, per l’anno
2016,realizzare una campagna di sensibilizzazione sui temi della trasparenza e della
legalità nell’economia, rivolta alle imprese ma anche alla cittadinanza, alle forze dell’ordine
e agli studenti delle scuole medie superiori.
Per questo motivo ha elaborato un progetto che prevede, come evento di apertura, due
repliche dello spettacolo di teatro civile "MAFIE IN PENTOLA”, che si terranno il giorno
7 giugno 2016, presso l’Auditorium di Via Panconi a Pistoia: la prima in matinée, alle
ore 10:30, dedicata agli studenti degli Istituti Superiori della città; la seconda alle
ore 21:00 destinata a tutti gli interessati.
Entrambe le repliche saranno ad ingresso libero ed i costi dell’iniziativa interamente
sostenuti dall’Ente camerale.
Mafie in pentola è un progetto di teatro civile “gastronomico” realizzato da Tiziana Di Masi
e Andrea Guolo in collaborazione con Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le
mafie), Avviso Pubblico (enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie) e
sostenuto dalle Coop Adriatica, Nordest e Lombardia. Uno spettacolo, sin dalla data del
suo debutto, definito originale e straordinariamente efficace da Don Luigi Ciotti, che riesce
a raccontare di un'antimafia possibile praticata nella quotidianità.
"Un meraviglioso spettacolo che unisce etica ed estetica" Don Luigi Ciotti, 9 ottobre 2010,
Teatro di Forlimpopoli.
Dal 9 ottobre 2010 (data del suo debutto) Mafie in pentola sta girando in tutta Italia per
raccontare il successo della realtà di Libera Terra ed ha superato il traguardo delle oltre
160 repliche su tutto il territorio nazionale raccogliendo notevoli consensi di pubblico e
stampa, toccando anche luoghi simbolo della lotta alle mafie (Corleone, Casal di Principe,
Locri, Isola di Capo Rizzuto, San Pietro Vernotico). L’inchiesta giornalistica condotta da
Andrea Guolo (premio Cronista dell’anno 2011) sui terreni confiscati alle mafie e sui
prodotti che le cooperative di Libera Terra sono state capaci di ottenere da quei terreni, è
stata trasformata da Tiziana Di Masi in uno spettacolo brillante, goloso e coinvolgente per
il pubblico, chiamato a degustare quei cibi sul palcoscenico ascoltando le storie che hanno
dato origine agli stessi. Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida è il racconto di
un viaggio all’interno delle cooperative di Libera dove, sui terreni un tempo in mano alle
mafie, è nata una "bella economia" i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità,
lavoro e rispetto delle leggi.
È uno spettacolo che si fonda sulla speranza e sulla rinascita, perché la terra non smette
mai di rigenerarsi, basta concederle la possibilità.
Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne
legname e non cederlo alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della
speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che tornano a fiorire e a
regalare un grande vino; ecco in Sicilia l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro
delle regole mafiose e versa finalmente i contributi ai lavoratori. Ecco infine le cooperative
sorgere anche al nord, in Piemonte come in Lombardia, sempre più stretto nella morsa
delle mafie che controllano tutti i suoi traffici.
È uno spettacolo sul gusto e su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare.
Con un’interpretazione capace di sfumare dal drammatico al brillante e attraverso il
coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato sul palco ad assaggiare i prodotti, non
“chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola la sua “fame” di legalità e di cose
buone. Il cibo si fa memoria e occasione di riscatto sociale.
L’attrice protagonista Tiziana di Masi ha scritto questa breve presentazione dello
spettacolo:
“Viaggiando da sud a nord io e Andrea Guolo abbiamo composto per Mafie in pentola un
esemplare menù della legalità, dall’antipasto al dolce per comporre un pasto completo.
Storie di vino, olio, taralli, friselle, peperoncini, melanzane, legumi, pasta, mozzarelle di
bufala, torrone, miele, marmellate, limoncello, si intrecciano in un crescendo di gusto e di
emozione con le parole di chi quei prodotti li ha seminati, coltivati e portati nelle nostre
tavole, un intreccio gustoso ed esilarante, che riempie di sapore coscienze e stomaci.
Portare queste storie a teatro, in piazza, nelle scuole, implica la personificazione di chi
oggi lavora nelle terre confiscate. Storie di vita quotidiana, odori, sapori e impegno per
ottenere un risultato che gli stessi spettatori potranno degustare e, volendo, acquistare alla
fine della rappresentazione.
Lo spettacolo si chiama Mafie in pentola ma credetemi abbiamo pensato per mesi a quale
fosse il titolo giusto e ho trovato questo. Ho pensato che il titolo fosse bello, ad effetto e
sensato perché attraverso queste esperienze le mafie hanno subito un colpo ben più duro
di quanto si potesse immaginare all’approvazione della legge 109, e il perché lo sentirà chi
vorrà vedere lo spettacolo. Le cooperative le hanno messe in pentola, cotte per bene e in
qualche caso se le sono pure mangiate. Non è stato facile ma il pranzo oggi è servito e
tanti altri prodotti stanno arrivando sulla nostra tavola. In Sicilia è nata la cooperativa
Beppe Montana, nella parte catanese, che prepara delle straordinarie marmellate di
agrumi e punta ai succhi di frutta. A Isola Capo Rizzuto, in Calabria, è attiva la seconda
cooperativa in un territorio per certi versi più difficile di Polistena. In Campania è nata la
cooperativa Terre di Don Peppe Diana, dove la protagonista è la mozzarella di bufala
campana dop, ma sono disponibili i paccheri di Gragnano, i paccheri di Don Diana con il
grano coltivato nelle terre dei casalesi . E poi c’è tutto il nord, dove abbondano sequestri e
confische di terreni perché le mafie sono ovunque, dagli appalti alle grandi opere, dalla
finanza allo spaccio di stupefacenti. Promette bene! Dovunque si consuma droga c’è
un’organizzazione che la vende e quell’organizzazione è in mano alle mafie. La lotta
contro questo sistema inizia dalle piccole cose, dalla quotidianità. Quando acquistiamo un
prodotto qualsiasi, facciamolo scegliendo la qualità e anche quel che rappresenta.
Compriamo sempre per scelta, mai per noia o per necessità. Informiamoci, anche così si
combattono le mafie. Noi intanto la mafia cerchiamo di metterla in pentola e di chiuderlo
quel coperchio per gustarci solo il bello della vita.”
Ultima modifica: Giovedì 28 Gennaio 2021