Sicurezza generale dei prodotti

Camera di Commercio di Pistoia
U.O. Metrologia legale e sicurezza prodotti
Cristina Calamassi- sicurezza.prodotti@ptpo.camcom.it

 

Fonti normative

Direttiva 2001/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 3 dicembre 2001
relativa alla sicurezza generale dei prodotti.

D. Lgs. 206/2005 "Codice del Consumo”, Parte IV Sicurezza e qualità, Titolo I, Sicurezza dei prodotti (artt. 102 – 113).

(La Direttiva Sicurezza Generale dei Prodotti 2001/95/CE è recepita in Italia con gli articoli da 102 a 113 del D. Lgs. 206/2005 “Codice del Consumo”).

La normativa suddetta in particolare si applica:
. ai prodotti non soggetti a disposizioni specifiche aventi ad obiettivo la sicurezza dei prodotti (prodotti non armonizzati);
. ai prodotti soggetti a requisiti di sicurezza prescritti da norme comunitarie (prodotti armonizzati), limitatamente agli aspetti e ai rischi non soggetti a tali requisiti.

Tali disposizioni si applicano dunque a tipologie molto diverse di prodotti, per questo sono necessariamente generiche e non comportano, in genere, obblighi puntuali.

Esempi di prodotti assoggettati alla Direttiva Sicurezza Generale dei Prodotti sono:
. i mobili da esterno e interno
. attrezzature da ginnastica o allenamento non alimentate elettricamente
. articoli di puericultura
. biciclette
. abbigliamento e calzature
. altri prodotti tessili

Presunzione di sicurezza del prodotto
Si presume sicuro il prodotto conforme:
alla legislazione vigente nello Stato membro in cui il prodotto è commercializzato, con riferimento ai requisiti cui deve rispondere sul piano sanitario e della sicurezza;
alle norme nazionali non cogenti che recepiscono le norme europee, i cui riferimenti sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue. In assenza, si valuta la sicurezza del prodotto in base a:
norme nazionali non cogenti che recepiscono norme europee;
norme in vigore nello Stato di commercializzazione;
raccomandazioni della Commissione europea su orientamenti di valutazione della sicurezza dei prodotti;
codici di buona condotta in materia di sicurezza;
ultimi ritrovati della tecnica;
livello di sicurezza ragionevolmente atteso dai consumatori.
Il produttore è ritenuto responsabile della sicurezza dei prodotti immessi in commercio.


Produttore
È definito produttore:
il fabbricante del prodotto stabilito nell'Unione europea;
qualsiasi altra persona che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, marchio o altro segno distintivo;
colui che rimette a nuovo il prodotto;
il rappresentante del fabbricante se quest'ultimo non è stabilito nell'Ue;
l'importatore del prodotto;
gli altri operatori nella misura in cui la loro attività possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza del prodotto.

Obblighi del produttore
fornisce in lingua italiana al consumatore tutte le informazioni utili alla valutazione e alla prevenzione dei rischi derivanti dall'uso normale o ragionevolmente prevedibile del prodotto, se non sono immediatamente percettibili senza adeguate avvertenze;
indica la propria identità ed i propri estremi;
indica il riferimento al tipo di prodotto o, eventualmente, alla partita di prodotti di cui fa parte;

effettua controlli a campione sui prodotti commercializzati, l'esame dei reclami e, se del caso, tiene un registro degli stessi, nonché l'informazione ai distributori in merito a tale sorveglianza;
provvede al ritiro, al richiamo e ad informare il consumatore degli eventuali rischi, in modo volontario o su richiesta delle competenti autorità;
informa immediatamente le amministrazioni competenti qualora sappia o debba sapere, sulla base delle informazioni in suo possesso, che un prodotto da lui immesso sul mercato o altrimenti fornito al consumatore presenta per il consumatore stesso rischi incompatibili con l'obbligo generale di sicurezza, precisando le azioni intraprese per prevenire tali rischi;
collabora con le Autorità competenti, ove richiesto dalle medesime, in ordine alle azioni intraprese per evitare i rischi presentati dai prodotti che essi forniscono.

Distributore
È definito distributore qualsiasi operatore professionale della catena di commercializzazione, la cui attività non incide sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti.

Obblighi del distributore
agisce con diligenza nell'esercizio della sua attività per contribuire a garantire la sicurezza dei prodotti posti in commercio;
pone in vendita prodotti le cui informazioni, destinate ai consumatori e agli utenti, siano redatte in lingua italiana;
non fornisce prodotti di cui conosce o avrebbe dovuto conoscere la pericolosità in base alle informazioni in suo possesso;
nel caso in cui abbia partecipato al controllo di sicurezza del prodotto immesso sul mercato:
trasmette le informazioni concernente i rischi del prodotto al produttore e alle autorità competenti per le azioni di rispettiva competenza
conserva e fornisce la documentazione idonea a rintracciare l'origine dei prodotti per un periodo di dieci anni dalla data di cessione al consumatore;
informa immediatamente le amministrazioni competenti qualora sappia o debba sapere, sulla base delle informazioni in suo possesso, che un prodotto immesso sul mercato presenta per il consumatore rischi incompatibili con l'obbligo generale di sicurezza, precisando le azioni intraprese per prevenire tali rischi;
collabora con le Autorità competenti, ove richiesto dalle medesime, in ordine alle azioni intraprese per evitare i rischi presentati dai prodotti.

Ultima modifica: Giovedì 3 Dicembre 2020