Glossario

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Camera di Commercio di Pistoia
Ufficio Armonizzazione del mercato e tutela del consumatore
Giacomo Nepi - armonizzazione.mercato@ptpo.camcom.it

 

1. Arbitraggio: Procedimento consistente nell'integrazione del contenuto di un negozio giuridico, ad opera del cosiddetto arbitratore, mediante la determinazione di un elemento del negozio stesso che le parti non hanno potuto o voluto definire, e quindi in una sua partecipazione alla formazione del negozio stesso (Art.1349 cod.civ.).

2.Arbitrato: Procedimento stragiudiziale di carattere contenzioso nel quale le controversie insorte tra le parti vengono, con il loro consenso, rimesse ad arbitri (collegio o arbitro unico) per la decisione.

3. Arbitrato rituale: Procedimento che implica l'esercizio di un'attività "sostanzialmente" giurisdizionale e si conclude con la pronuncia di una decisione (detta "lodo"), destinata ad acquistare, dopo l'accertamento di regolarità formale del Tribunale, efficacia di titolo esecutivo assimilabile a quella di una sentenza emanata dal giudice (Art.810 e seguenti c.p.c).

4. Arbitrato irrituale: Procedimento, per il quale manca un'espressa disciplina legislativa, che ricorre quando le parti s'impegnano ad accettare la decisione degli arbitri, riconoscendola come espressione diretta della loro volontà, con la conseguenza che l'attività degli arbitri assume sostanzialmente il carattere negoziale di una transazione o di un accertamento, tale da valere come contratto concluso dalle parti stesse.

5. Arbitrato secondo equità: E' l'arbitrato in cui gli arbitri non danno rigida applicazione alle norme che regolano la materia oggetto dell'accordo compromissorio, ma utilizzano, nel giudizio arbitrale, criteri atti a temperare il rigore della legge, adattandola alle particolari esigenze di natura etico-sociale, oltre che economica, suggerite dalle circostanze del caso concreto. Tale tipologia di arbitrato non deve comunque comportare l'applicazione da parte degli arbitri di principi soggettivi, frutto di una valutazione meramente personale. In altri termini, nel giudizio secondo equità gli arbitri sono svincolati dalla rigida osservanza di norme di diritto sostanziale, salvo si tratti di norme di diritto pubblico (e quindi inderogabili) o di rango costituzionale, ed infine di norme comunitarie, ove di rango superiore a quelle ordinarie .
Il lodo emesso secondo equità non può per tanto impugnato per violazione di legge, fatto salvo il ricorso in caso di violazione delle norme sopra menzionate.

6. Arbitrato secondo diritto: E' l'arbitrato nel quale gli arbitri decidono in base alle norme dell'ordinamento giuridico indicato dalle parti. Gli arbitri, esaminati i fatti dedotti dalle parti, individuano le norme che disciplinano la fattispecie oggetto dell'accordo arbitrale, e quindi decidono, applicando strettamente la suddetta normativa. Il lodo emesso secondo diritto può essere impugnato, oltre che per vizi formali del procedimento, anche per violazione di legge.

7. Arbitratore: E' il soggetto che, munito di preparazione specifica nella materia oggetto dell'arbitraggio, viene incaricato dalle parti di svolgerlo.

8. Arbitro Unico: E' una delle forme rivestite dall'organo arbitrale: si tratta della persona fisica investita del potere di gestire l'arbitrato e di emettere il lodo, la cui nomina viene disposta dal Presidente della Camera Arbitrale quale terzo imparziale rispetto alle parti in lite.

9. Clausola compromissoria: E' la clausola, contenuta nel contratto stipulato dalle parti, o risultante da atto separato e successivo, contenente la manifestazione di volontà delle stesse di deferire ad arbitri le eventuali controversie concernenti il contratto, ossia quelle relative alla validità, esecuzione e risoluzione dello stesso (Art.808 c.p.c. )

10. Collegio arbitrale: E' una delle due forme rivestite dall'organo arbitrale: si tratta di più arbitri presieduti da un Presidente, investiti del potere di decidere la controversia, la cui nomina di regola dipende dalla volontà delle parti coinvolte nella controversia e - in ipotesi di disaccordo fra queste- viene disposta da un terzo imparziale.
Il lodo è deliberato a maggioranza dei voti dagli arbitri riuniti in conferenza personale.

11. Compromesso o atto compromissorio: E' il contratto con cui le parti manifestano la volontà di deferire al giudizio di un arbitro (unico o collegiale) una controversia già insorta tra le parti stesse. Il compromesso deve contenere a pena di nullità: a) la determinazione dell'oggetto della controversia; b) l'indicazione dei modi della decisione e della sede dell'arbitrato; c) la nomina dell'arbitro, o l'indicazione dei relativi criteri per la stessa .

12. Controversie non arbitrabili: Controversie che non possono essere decise da arbitri; sono tali le controversie relative allo stato e alla capacità delle persone o, in generale quelle dove prevale la tutela di un interesse pubblico con la conseguente indisponibilità dei diritti da parte dei privati.
Sono escluse esplicitamente dall'arbitrabilità le controversie in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria.

Ultima modifica: Venerdì 5 Febbraio 2021