Normativa

 

Direttiva Ministero delle Attività Produttive 30 luglio 2004

Definizione delle caratteristiche dei sigilli di garanzia, apposti sugli strumenti di misura da parte dei laboratori riconosciuti idonei ad eseguire la verificazione periodica.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, relativa alla delega al Governo per il conferimento delle funzioni e dei compiti alle regionie agli enti locali, ed in particolare l'art. 8;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, articoli 20 e 50, che conferisce funzioni e compiti degli uffici provinciali metrici alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che all'art. 1 dispone che il suddetto trasferimento comprende anche le funzioni di organizzazione e le attivita' connesse e strumentali all'esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 6 dicembre 1999, concernente l'individuazione dei beni e delle risorse degli uffici provinciali metrici da trasferire alle camere di commercio a decorrere dal 1° gennaio 2000;
Visto, in particolare l'art. 5, comma 2 del precitato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999, che attribuisce le funzioni e le risorse dell'ufficio metrico provinciale di Aosta alla regione Valle d'Aosta, ai sensi del decreto luogotenenziale del
Capo provvisorio dello Stato 23 dicembre 1946, n. 532, a decorrere dal 1° gennaio 2000;
Visto il decreto legislativo 5 settembre 2000, n. 256, che reca norme di attuazione dello statuto speciale Friuli-Venezia Giulia concernenti il trasferimento alle camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali metrici;
Visto il decreto legislativo 1° marzo 2001, n. 113, che reca norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige concernenti, tra l'altro, il trasferimento alle camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali
metrici;
Visto il decreto legislativo 16 marzo 2001, n. 143, che reca norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Siciliana concernenti il trasferimento alle camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali metrici;
Vista la legge regionale 20 marzo 2002, n. 7, concernente il riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta e che istituisce la Camera valdostana delle imprese e delle professioni - Chambre valdotaine des entreprises et des activites liberales;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2003, n. 167, che reca norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna concernenti il trasferimento alle camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali metrici;
Vista la legge 29 dicembre 1993, n. 580;
Vista le legge 14 gennaio 1994, n. 20;
Visto il testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il regolamento sul servizio metrico approvato con regio decreto 31 gennaio 1909, n. 242, e successive modificazioni e integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 maggio 1948, n. 734, concernente l'approvazione della tabella dei bolli per il servizio metrico;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1953, n. 232, concernente nuovi punzoni per la bollatura dei pesi e delle misure di piccole dimensioni, aventi carattere di precisione e particolare delicatezza;
Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 40, di attuazione della direttiva 93/68/CEE, che modifica la direttiva 90/384/CEE in materia di strumenti per pesare a funzionamento non automatico;
Visto il decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 179, recante norme di attuazione della legge 29 luglio 1991, n. 236, in materia di pesi e misure;
Visto il decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182, recante modifiche ed integrazione della disciplina della verificazione periodica di strumenti metrici, a norma dell'art. 3, comma 4 della legge 25 marzo 1997, n. 77;
Visto il decreto ministeriale 10 dicembre 2001, inerente le condizioni e le modalita' di accreditamento dei laboratori per l'esecuzione della verificazione periodica;
Sentito il comitato centrale metrico in data 9 luglio 2003;
Acquisita l'intesa con l'Unione italiana delle camere di commercio, di cui alla nota n. l 100 del 24 gennaio 2004;
Considerato che ai sensi dell'art. 6 del decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182, l'utente metrico deve richiedere una nuova verificazione periodica qualora provveda alla modifica o riparazione dei propri strumenti che comporti la rimozione dei sigilli di garanzia;
Considerato che ai sensi dell'art. 4 del decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182, la verificazione periodica puo' essere eseguita anche da laboratori accreditati dalle camere di commercio o appartenenti alle stesse i quali offrano garanzia di indipendenza e
qualificazione tecnica professionale;
Attesa la necessita' di definire le caratteristiche dei sigilli che i suddetti laboratori, a compimento delle operazioni di verificazione periodica, debbono apporre sugli strumenti in luogo di quelli rimossi per l'effettuazione delle modifiche o riparazioni;
Attesa la necessita' che i predetti sigilli abbiano caratteristiche omogenee su tutto il territorio nazionale;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 175, recante il regolamento di organizzazione del Ministero delle attivita' produttive ed, in particolare, Parti O, comma 2, lettera h);

A d o t t a

la seguente direttiva:

Art. 1.
1. La presente direttiva disciplina le caratteristiche e le iscrizioni contenute nei sigilli utilizzati dai laboratori di cui al decreto ministeriale 10 dicembre 2001, a garanzia della
inalterabilita' dei pesi, delle misure e degli strumenti per pesare e per misurare sottoposti a riparazioni o modifiche ai sensi dell'art. 6 del decreto ministeriale n. 182 del 28 marzo 2000.


Art. 2.
1. I sigilli di garanzia di cui all'art. 1 consistono in etichette autoadesive che si distruggono alla rimozione o in marchi, di diverse dimensioni a seconda della particolare natura degli strumenti cui essi sono apposti.


Art. 3.
1. Le caratteristiche delle impronte dei sigilli sono riportate nella tabella annessa alla presente direttiva.
2. Nelle impronte sono contenuti il numero caratteristico atto ad identificare il laboratorio, la sigla della provincia dove questo ha ottenuto l'accreditamento previsto dal decreto ministeriale 10 dicembre 2001 e il logotipo del laboratorio.
3. Il numero caratteristico da riportare nell'impronta e' assegnato dalla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura che concede il riconoscimento dell'idoneita' del laboratorio ad effettuare le operazioni di verificazione periodica. 4. I numeri caratteristici di laboratori che hanno cessato l'attivita' o ai quali e' stato revocato il provvedimento ai sensi dell'art. 5 del decreto ministeriale 10 dicembre 2001 non sono piu' attribuiti.


Art. 4.
1 Ciascun laboratorio provvede direttamente, sotto la propria responsabilita', alla realizzazione dei marchi e delle etichette autoadesive di cui all'art. 2.
2. Tutte le impronte dei marchi e delle etichette autoadesive realizzate, impresse su lamine metalliche e distinte per dimensione, devono essere depositate presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura che concede il riconoscimento.


Art. 5.
1. Il laboratorio deve inoltrare denuncia agli organi di polizia e alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura entro quarantotto ore di eventuali furti o smarrimenti di marchi od etichette autoadesive.
2. Il segretario generale della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente ha facolta' di disporre, che al laboratorio che ha smarrito o al quale sono stati sottratti marchi e/o etichette autoadesive sia assegnato un nuovo numero caratteristico.


Art. 6.
1. I laboratori informano la camera di commercio, industria artigianato e agricoltura competente per territorio degli strumenti che, presentati alla verificazione periodica, risultano mancanti dei sigilli di garanzia previsti ed apposti, secondo la vigente normativa.
2. L'obbligo di informazione di cui al punto precedente non sussiste qualora risulti che la mancanza dei sigilli di garanzia sia attribuibile ad operazioni di riparazione gia' comunicate alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ovvero effettuate da strutture appartenenti alla stessa organizzazione di cui il laboratorio e' parte distinta ai sensi dell'art. 2, comma 2, lettera b), del decreto ministeriale 10 dicembre 2001.
3. Nei casi previsti al comma 2 gli strumenti debbono comunque essere muniti di sigilli di garanzia provvisori apposti dal soggetto che ha proceduto alle riparazioni ed atti ad identificarlo.
4. Per l'effettuazione dei controlli da parte delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura i laboratori procedono alle operazioni di verificazione periodica e, in caso di esito positivo, alla riapposizione dei sigilli sugli strumenti di cui al comma 1, trascorsi quindici giorni dalla data di invio dell'informazione.
5. Nel caso di strumenti riparati da strutture appartenenti alla stessa organizzazione di cui il laboratorio, in possesso dei requisiti di cui all'art. 2, comma 2, lettera b) del decreto
ministeriale 10 dicembre 2001, fa parte, le operazioni di verificazione periodica devono essere svolte dallo stesso laboratorio entro e non oltre i due giorni lavorativi seguenti la riparazione.
La presente direttiva sara' trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 30 luglio 2004
Il Ministro: Marzano

Registrato alla Corte dei conti il 24 settembre 2004
Ufficio controllo atti Ministeri attivita' produttive, registro n. 4, foglio n. 277


Allegato
IMPRONTA DEI SIGILLI DI GARANZIA APPOSTI DAI LABORATORI

IMPRONTA

1. L'impronta e' costituita da un ottagono regolare inscritto in un cerchio di diametro variabile in relazione alle esigenze di grandezza dei sigilli da apporre.
2. Il numero caratteristico, identificativo del laboratorio, assegnato dalle camere di commercio, e' posto al centro dell'ottagono, all'interno di un rettangolo.
3. Il logotipo del laboratorio e' posto al di sopra del rettangolo che contiene il numero caratteristico del laboratorio (esempio stella).
4. La sigla della provincia e' posta al di sotto del rettangolo che contiene il numero caratteristico del laboratorio (esempio, Agrigento).

 

Direttiva del Ministero delle attività Produttive 4 aprile 2003

Dir.Min. 4 aprile 2003
(Pubblicata nella Gazz. Uff. 22 ottobre 2003, n. 246)
Indirizzo e coordinamento tecnico in materia di operazioni di verificazione periodica degli strumenti di misura.

IL MINISTRO
DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, articoli 20 e 50, che conferisce funzioni e compiti degli uffici metrici provinciali alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che all'art. 1 dispone che il suddetto conferimento comprende anche le funzioni di organizzazione e le attività connesse e strumentali all'esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 6 dicembre 1999, concernente l'individuazione dei beni e delle risorse degli uffici metrici provinciali da trasferire alle camere di commercio a decorrere dal 1° gennaio 2000;
Visto, in particolare l'art. 5, comma 2, del precitato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999, che attribuisce le funzioni e le risorse dell'Ufficio metrico provinciale di Aosta alla regione Valle d'Aosta, ai sensi del decreto luogotenenziale del Capo provvisorio dello Stato 23 dicembre 1946, n. 532, a decorrere dal 1° gennaio 2000;
Visto il decreto legislativo 5 settembre 2000, n. 256, che reca norme di attuazione dello statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia concernenti il trasferimento alle camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali metrici;
Visto il decreto legislativo 1° marzo 2001, n. 113, che reca norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige concernenti, tra l'altro, il trasferimento alle camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali metrici;
Visto il decreto legislativo 16 marzo 2001, n. 143, che reca norme di attuazione dello statuto speciale della Regione siciliana concernenti il trasferimento alle camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali metrici;
Vista la legge regionale 20 maggio 2002, n. 7, concernente il riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta e che istituisce la Camera valdostana delle imprese e delle professioni - Chambre valdôtaine des entreprises et des activités liberales;
Vista la legge 29 dicembre 1993, n. 580;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20;
Visto il testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il regolamento sul servizio metrico approvato con regio decreto 31 gennaio 1909, n. 242, e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 25 marzo 1997, n. 77, ed, in particolare, l'art. 3, comma 4;
Visto il decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182, recante modifiche ed integrazione della disciplina della verificazione periodica di strumenti metrici;
Visto il decreto ministeriale 10 dicembre 2001, inerente le condizioni e le modalità di accreditamento dei laboratori per l'esecuzione della verificazione periodica;
Vista la norma armonizzata di riferimento UNI CEI EN 45501 relativa a strumenti per pesare a funzionamento non automatico;
Vista la raccomandazione dell'Organizzazione internazionale di metrologia legale (OIML) di Parigi n. R 117, in quanto applicabile ai distributori di carburante per autotrazione;
Sentito il Comitato centrale metrico in data 18 luglio 2002;
Acquisita l'intesa con l'Unione italiana delle camere di commercio, di cui alla nota 6 novembre 2002, n. 8864;
Considerato che, ai sensi dell'art. 47, comma 2, del decreto legislativo n. 112 del 1998 sono conservate allo Stato le funzioni amministrative concernenti la definizione, nei limiti della normativa comunitaria, di norme tecniche uniformi e standard di qualità per prodotti e servizi;
Considerata la necessità di definire, sulla base delle suddette norme e raccomandazioni, le procedure tecniche da seguire per le operazioni di verificazione periodica, al fine di uniformarle su tutto il territorio nazionale, relativamente agli strumenti per pesare a funzionamento non automatico e ai distributori di carburante per autotrazione, in ragione del loro utilizzo nelle transazioni commerciali;
Emana la seguente direttiva:

1. Campo di applicazione.
1. La presente direttiva si applica alle operazioni di verificazione periodica dei seguenti strumenti di misura:
a) strumenti per pesare a funzionamento non automatico;
b) complessi di misurazione di carburante per autotrazione presso distributori stradali.
2. Le procedure tecniche per la verificazione periodica degli strumenti di misura sono riportate negli allegati I, II.
2. Campioni di riferimento.
1. Tutti i campioni di riferimento devono essere tarati con riferibilità ai campioni nazionali o internazionali, da laboratori di taratura accreditati da organismi aderenti al EA (European Cooperation for Accreditation) e devono essere inseriti in un sistema pianificato di controllo periodico con cadenza almeno quinquennale.
La presente direttiva sarà trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.




Allegato I
(art. 1, comma 2)
Procedura per la verificazione periodica degli strumenti
per pesare a funzionamento non automatico
1. I campioni di lavoro possono essere tarati dal soggetto che svolge la verificazione periodica con la riferibilità ai campioni di riferimento di cui all'art. 2, aventi i requisiti richiesti dalla norma di riferimento, purché disponga di sistemi di trasferimento (comparatori di massa) e di procedure idonee con particolare attenzione alla stima delle incertezze di misura connesse alle operazioni di taratura. In particolare, l'incertezza estesa di taratura non deve essere superiore ad 1/3 della tolleranza ammessa sui campioni di lavoro, nella verifica del rispetto delle tolleranze ammesse per la classe di precisione degli strumenti considerata. In sede di prova di strumenti la cui portata massima è maggiore di 1 t, in luogo dei pesi o delle masse campione può essere utilizzato un qualsiasi altro carico non variabile a condizione che siano utilizzati almeno pesi o masse campione corrispondenti al maggiore dei seguenti valori: 1 t oppure 50% della portata massima. In, luogo del 50% della portata massima, la porzione dei pesi o masse può essere ridotta a:
a) 35% della portata massima se l'errore di ripetibilità non supera 0,3 e (e=divisione di verifica);
b) 20% della portata massima se l'errore di ripetibilità non supera 0,2 e (e=divisione di verifica). L'errore di ripetibilità deve essere determinato con un carico prossimo al 50% della portata massima, collocato tre volte sul ricettore del carico.
2. La verificazione periodica prevede:
a) un controllo visivo, al fine di verificare l'integrità delle marcature e/o etichette adesive attestanti la verificazione prima o CE, dell'esistenza sullo strumento delle iscrizioni regolamentari, dei sigilli o di altri elementi di protezione. Nel caso di sigilli elettronici con contatore di eventi si accerta la corrispondenza tra l'indicazione di detto contatore e il numero riscontrato, secondo i casi in occasione dell'ultima verificazione periodica, della verificazione prima o CE oppure dell'ultima rilegalizzazione;
b) l'effettuazione di prove metrologiche per verificare il funzionamento ed il rispetto degli errori massimi tollerati. Gli errori massimi tollerati sono quelli previsti dal decreto legislativo 29 dicembre 1992, n. 517, per gli strumenti in servizio e sono pari al doppio degli errori ammessi in verificazione CE. Negli strumenti ad indicazione digitale la valutazione per gli errori deve essere effettuata come prescritto dalla norma armonizzata UNI CEI EN 45501 al punto A.4.4.3.
3. Prove metrologiche e loro svolgimento:
a) prova di accuratezza del dispositivo di zero qualora questo non sia elettronico. È effettuata mettendo lo strumento a zero e determinando, in seguito, il carico aggiuntivo per il quale l'indicatore passa da zero ad una divisione superiore allo zero;
b) prova della ripetibilità su due livelli di carico (approssimativamente in corrispondenza di ½ max e di max) con la ripetizione di n. 3 pesate per livello per gli strumenti con max 1000 kg. Per gli strumenti con max > 1000 kg effettuare la prova di ripetibilità ad un solo livello di carico (approssimativamente in corrispondenza di ½ max) con la ripetizione di n. 3 pesate;
c) prova di decentramento. È effettuata secondo le prescrizioni della norma armonizzata UNI CEI EN 45501, punto A.4.7.;
d) prove atte alla determinazione degli errori massimi tollerati fino a max senza tara, con almeno 5 distinti valori di carico con carico ascendente e 5 con carico discendente; i carichi dovranno avere valori prossimi alle portate max e min e ad altri tre valori intermedi. Per gli strumenti con max > 1 t se si impiega il metodo di «sostituzione con zavorra» non si effettua la prova con carico discendente;
e) prova di accuratezza del dispositivo di tara qualora questo non sia di tipo elettronico. La prova è effettuata come descritto al presente comma 3, lettera a), dopo aver azionato il dispositivo di tara;
f) prove di mobilità o di sensibilità approssimativamente in corrispondenza di min., ½ max e max.

Allegato II
(art. 1, comma 2)
Procedure per la verificazione periodica dei complessi di misurazione
di carburante per autotrazione presso distributori stradali
1. I campioni di lavoro possono essere tarati dal soggetto che svolge la verificazione periodica con la riferibilità ai campioni di riferimento di cui all'art. 2, aventi i requisiti richiesti dalla normativa vigente, purché disponga di procedure idonee alla stima delle incertezze di misura connesse alle operazioni di taratura. La capacità delle misure utilizzate deve essere adeguata a contenere il volume erogato dal complesso di misura alla portata massima effettiva nelle condizioni di utilizzo in un tempo non inferiore a 30 secondi.
2. La verificazione periodica prevede:
a) un controllo visivo, al fine di verificare l'integrità delle marcature e/o etichette adesive attestanti la verificazione prima, dell'esistenza sullo strumento delle iscrizioni regolamentari, dei sigilli o di altri elementi di protezione. Nel caso di sigilli elettronici con contatore di eventi si accerta la corrispondenza tra l'indicazione di detto contatore e il numero riscontrato, secondo i casi in occasione dell'ultima verificazione periodica, della verificazione prima, o CEE oppure dell'ultima rilegalizzazione;
b) l'effettuazione di prove metrologiche per verificare il funzionamento ed il rispetto degli errori massimi tollerati.
3. Prove metrologiche e loro svolgimento. Le prove sui complessi di misura stradali per carburanti debbono essere effettuate con il liquido che lo strumento è destinato a misurare:
a) prova di tenuta del circuito idraulico. Attivata la pompa del complesso, mediante l'estrazione dalla propria sede del rubinetto di erogazione, che va tenuto rigorosamente chiuso, si osserva, per un periodo di circa 30 secondi, che l'indicatore parziale dei volumi non segnali un passaggio di liquido superiore al doppio del massimo errore permesso per la minima quantità misurabile;
b) verifica del raggiungimento della portata massima. Dopo la messa in pressione del circuito idraulico con l'apertura e la successiva lenta chiusura del rubinetto a pistola, azzerare la testata, aprire completamente il circuito idraulico ed erogare per almeno 30s, poi arrestare il flusso intervenendo sul microinterruttore. La portata in litri/minuto non deve essere inferiore al 60% della portata massima riportata in targa. Nel caso di un impianto con più pistole alimentate tramite una stessa pompa sommersa, la portata deve essere verificata su un erogatore per volta;
c) accuratezza di misura alla portata massima, media e minima. Mettere in pressione il circuito del complesso, azzerare la testata, effettuare tre distinte misurazioni con erogazioni corrispondenti alla portata massima, media e minima del complesso. Si accerta che in ciascuna misurazione che l'errore non superi quello ammesso dalle norme vigenti;
d) prova del contatore totalizzatore di volume. Dopo aver letto il valore iniziale sul totalizzatore, erogare un certa quantità di prodotto, superiore alla minima quantità misurabile. Il valore finale letto sul totalizzatore non deve differire dal valore indicato dall'unità di visualizzazione del complesso di misura per più di 1 (uno) litro e comunque la differenza non visualizzata, nel caso di totalizzatori elettronici ed elettromeccanici deve essere conservata nel buffer di memoria e conteggiata nell'erogazione successiva. Se il totalizzatore è meccanico, questo valore non deve differire per più di 0,1 litri. L'errore ammesso dipende comunque dalla risoluzione del totalizzatore;
e) prova di funzionalità del programma di autocontrollo nei complessi di misura muniti di testata elettronica. Si effettua mediante l'azionamento degli appositi tasti per le simulazioni;
f) prove addizionali sui complessi di misura alimentati con pompe sommerse. Nei complessi di questo tipo, in aggiunta alle prove evidenziate ai punti precedenti, si deve verificare che:
1. sia presente un dispositivo atto a bloccare il funzionamento della pompa nel caso che il livello del liquido nel serbatoio interrato abbia raggiunto un valore minimo, al di sotto del quale si rende dubbia la possibilità di un regolare rifornimento;
2. sia presente, nelle tubazioni di adduzione dalla pompa al misuratore, un manometro per il controllo della pressione del carburante;
3. il corretto funzionamento della valvola rivelatrice di fughe, in accordo con quanto previsto nei provvedimenti di ammissione a verificazione metrica degli specifici strumenti;
g) complessi di misura associati a dispositivi elettronici ausiliari. Prove supplementari:
1. disponibilità ricevuta. Controllare che, ove sia assente la stampante di ricevuta del terminale dì predeterminazione del piazzale (terminale self service), ovvero si verifichi un guasto rilevabile della stessa stampante, ovvero sia rilevata la mancanza di carta, si determini:
1.1, che sia inibita la prenotazione di una nuova erogazione; oppure
1.2, che sia chiaramente segnalata all'utente, l'indisponibilità della ricevuta;
2. verifica della corrispondenza dei dati:
2.1, erogazione con carta elettronica. Dopo aver abilitato all'erogazione, effettuare un'erogazione e quindi verificare la corrispondenza tra i dati visualizzati dal complesso di misura e lo scontrino di ricevuta;
2.2, erogazione pre-pagata con banconote incompleta o non iniziata. Dopo aver abilitato all'erogazione per l'importo corrispondente alla/e banconota/e accreditata/e, avviare l'erogazione quindi interromperla chiudendo e riponendo la pistola. Verificare la congruenza dei dati dello scontrino di resto con quelli visualizzati dal complesso di misura;
3. cambio prezzo unitario. Con erogazione in corso, programmare un nuovo prezzo unitario per il prodotto in erogazione e verificare che l'importo dell'erogazione considerata sia determinato dal prezzo unitario originario;
4. regolatore di durata delle erogazioni prepagate. Si verifica la presenza di un tempo di attesa entro il quale, se l'utente non provvede a rifornirsi, l'erogazione si conclude in modo automatico;
5. simulazione condizione di basso livello cisterna nelle erogazioni prepagate. Simulando il segnale di basso livello sistema verificare che il complesso di misura si porti in stato di blocco. Se il segnale di basso livello cisterna si manifesta durante un'erogazione in corso la stessa deve essere portata a termine, mentre quelle successive devono essere inibite. La condizione di blocco sopra descritta va riferita o all'intero complesso di misura o al lato di rifornimento o al prodotto interessato dal segnale di basso livello intervenuto, secondo quanto previsto nel provvedimento di ammissione a verificazione metrica

 

 

Ministero delle Attività Produttive - Decreto 10 dicembre 2001

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
Visto il testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il regolamento sul servizio metrico approvato con regio decreto 31 gennaio 1909, n. 242, e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 25 marzo 1997, n. 77, recante disposizioni in materia di commercio e di Camere di commercio, ed in particolare l'art. 3, comma 4, lettera d), che attribuisce al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato il potere di modificare le procedure di esecuzione della verificazione periodica anche attraverso l'accreditamento di laboratori autorizzati;
Visto il decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182, di attuazione della legge n. 77/1997, recante modifiche ed integrazioni alla disciplina della verificazione periodica degli strumenti metrici;
Visto in particolare l'art. 4, comma 3, del decreto ministeriale n. 182/2000 il quale rinvia ad un decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato la determinazione delle condizioni e delle modalità' di accreditamento dei laboratori abilitati ad eseguire le operazioni di verificazione periodica degli strumenti di misura;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, che all'art. 20 attribuisce alle camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura le funzioni esercitate dagli uffici metrici provinciali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 6 dicembre 1999 concernente l'individuazione dei beni e delle risorse degli uffici metrici provinciali da trasferire alle camere di commercio;
Sentito il Comitato centrale metrico in data 12 ottobre 2001;

Adotta il seguente decreto:

Art. 1. - Definizioni
1. Agli effetti del presente decreto si intende:
a) per "regolamento", il decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182;
b) per "strumenti di misura", quelli rientranti nelle seguenti categorie:
masse e misure campione; misure di capacità, comprese quelle montate su autocisterna;
strumenti per pesare;
complessi di misura per carburanti;
misuratori di volumi di liquidi diversi da carburante e dall'acqua;
misuratori massici di gas metano per autotrazione;
strumenti per la misura di lunghezze compresi i misuratori di livello dei serbatoi;
c) per "verificazione periodica", l'accertamento del mantenimento nel tempo della affidabilità' metrologica degli strumenti di misura finalizzata alla tutela della fede pubblica, nonché l'integrità' di sigilli anche elettronici e etichette o altri elementi di protezione previsti dalle norme vigenti.

Art. 2. - Condizioni giuridico-amministrative
1. Ai sensi dell'art. 4 del regolamento, i laboratori interessati ad effettuare la verificazione periodica degli strumenti di misura devono offrire garanzie di indipendenza.
2. Le garanzie di indipendenza dei laboratori si intendono assicurate alle seguenti condizioni:
a) il laboratorio e tutto il relativo personale devono essere indipendenti da vincoli di natura commerciale o finanziaria e da rapporti societari con gli utenti metrici;
b) se un laboratorio fa parte di una organizzazione più' ampia avente un interesse diretto o indiretto nel settore degli strumenti di misura, la struttura che svolge l'attività' di verificazione
periodica deve essere distinta, autonoma e separata soprattutto con riferimento alle attività' di manutenzione e riparazione;
c) il personale incaricato della verificazione deve rispettare il vincolo del segreto professionale.

Art. 3. - Condizioni tecnico-operative
1. Il laboratorio deve operare, per la parte inerente l'esecuzione della verificazione periodica degli strumenti di misura, sulla base di un sistema di garanzia di qualità e con riferimento alle norme tecniche nazionali e internazionali per i laboratori di prova.
2. Si considera soddisfatta la condizione di cui al comma 1 del presente articolo se il laboratorio è accreditato da un organismo aderente alla European Cooperation for Accreditation (EA), che sia firmatario di un accordo di mutuo riconoscimento, e che operi secondo la norma UNI CEI EN 45003, ovvero, se il laboratorio opera secondo sistemi di garanzia di qualità validati da un organismo accreditato a livello nazionale o comunitario in base alla norma UNI CEI EN 45012.
3. I laboratori devono essere dotati di strumenti ed apparecchiature idonei in relazione alla categoria di strumenti da sottoporre a verificazione periodica.
4. I laboratori devono possedere campioni di riferimento tarati, con riferibilità ai campioni nazionali o internazionali, da laboratori di taratura accreditati da organismi aderenti all'EA e
adeguati alle caratteristiche metrologiche degli strumenti di misura da verificare.
5. Le prove metrologiche che i laboratori espletano nell'esecuzione della verificazione devono essere quelle stabilite dalle norme di carattere generale vigenti e quelle particolari specificate nei
singoli provvedimenti di ammissione a verifica degli strumenti di misura stessi.
6. Il personale incaricato della verificazione periodica deve possedere una adeguata formazione tecnica e professionale ed una conoscenza soddisfacente delle prescrizioni relative ai controlli.

Art. 4. - Modalità di riconoscimento dell'idoneità dei laboratori
1. Gli organismi interessati al riconoscimento della propria idoneità ad effettuare le verificazioni di cui all'art. 1 devono presentare domanda alla camera di commercio della provincia in cui
hanno la sede operativa principale. La domanda, sottoscritta dal legale rappresentante, deve contenere:
a) l'indicazione delle categorie di strumenti di misura, con le relative caratteristiche metrologiche, per le quali si chiede il riconoscimento dell'idoneità;
b) l'indicazione degli strumenti e delle apparecchiature possedute e ritenuti idonei per l'esecuzione della verificazione corredata delle loro caratteristiche tecniche ed operative;
c) la planimetria, in scala adeguata, dei locali adibiti a laboratorio di verifica in cui risulti indicata la disposizione delle principali attrezzature;
d) l'elenco del personale incaricato della verificazione con relative qualifiche e titoli professionali con l'indicazione del responsabile della verificazione;
e) la documentazione comprovante la sussistenza delle condizioni di cui agli articoli 2 e 3 del presente decreto;
f) l'impegno a comunicare alla camera di commercio competente, secondo modalità' stabilite dalla stessa, i dati identificativi delle operazioni di verificazione periodica effettuate.
2. La Camera di Commercio competente, accertato il rispetto delle disposizioni di cui all'art. 4 del regolamento e la sussistenza delle condizioni di cui agli articoli 2 e 3 del presente decreto, adotta il provvedimento di riconoscimento dell'idoneità a svolgere la verificazione periodica, valido su tutto il territorio nazionale, nel quale sono riportate le categorie degli strumenti di misura e le
caratteristiche metrologiche per le quali il laboratorio e abilitato e la durata dello stesso.
3. Le camere di commercio cureranno la redazione di un apposito elenco, consultabile da tutti gli interessati anche per via informatica e telematica, in cui saranno inclusi i laboratori riconosciuti idonei con gli estremi del relativo provvedimento.

Art. 5. - Sospensione e revoca del provvedimento di riconoscimento dell'idoneità
1. Nel caso in cui la camera di commercio competente accerti, nell'operato del laboratorio, la perdita o il venire meno delle condizioni di cui agli articoli 2 e 3 del presente decreto, gravi
irregolarità, difformità alle norme vigenti o il mancato rispetto delle condizioni previste dal proprio provvedimento di riconoscimento dell'idoneità, provvede a sospendere o a revocare il provvedimento stesso.
2. Il provvedimento di sospensione o di revoca contiene le motivazioni della decisione adottata, la durata della sospensione, nonché l'indicazione dell'organo al quale può essere presentato
l'eventuale ricorso con il relativo termine.
3. La camera di commercio inserisce gli estremi del provvedimento di sospensione o di revoca nell'elenco di cui al comma 3 dell'art. 4 del presente decreto.

Art. 6. - Vigilanza
1. Ai sensi dell'art. 10, comma 1, del regolamento le camere di commercio competenti per territorio esercitano in materia di verificazione periodica le funzioni di vigilanza sulla corretta
applicazione delle disposizioni contenute nel presente decreto e sul rispetto delle norme vigenti da parte dei laboratori riconosciuti idonei.

Art. 7. - Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore sessanta giorni dopo la sua pubblicazione. (16 apr. 2002)

Roma, 10 dicembre 2001 Il Ministro: Marzano

 

​Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato - Decreto 28 marzo 2000, numero 179

Regolamento recante norme di attuazione della legge 29 luglio 1991, n. 236, in materia di pesi e misure.

IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO
Vista la legge 29 luglio 1991, n. 236, recante modifica alle disposizioni di cui agli articoli 13 e 22 del testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure, approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni;
Considerato che i commi aggiunti rispettivamente agli articoli 13 e 22 del precitato testo unico della legge 29 luglio 1991, n. 236, prevedono che mediante decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, siano adottate norme di esecuzione della legge stessa in materia di verificazione di strumenti metrici;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, ed in particolare gli articoli 20 e 50, che prevedono il conferimento delle funzioni e compiti degli uffici provinciali metrici alle camere di commercio;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999, di individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali ed organizzative degli uffici metrici provinciali da trasferire alle camere di commercio;
Considerato che occorre provvedere all'emanazione delle suddette disposizioni regolamentari;
Sentito il parere del Comitato centrale metrico nella seduta del 14 gennaio 1998;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla disciplina dell'attività di governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in particolare l'articolo 17, commi 3 e 4;
Esperita la procedura d'informazione prevista dalla direttiva 98/34/CE che codifica la procedura di notifica 83/189/CEE recepita con legge 21 giugno 1986, n. 317, e successive modificazioni ed integrazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 7 giugno 1999;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988, effettuata con nota del 20 luglio 1999;

A d o t t a
il seguente regolamento:

Art 1. - Definizioni
1. Agli effetti del presente regolamento si intende:
a) per "testo unico": il testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure, approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) per "regolamento tecnico": il regolamento per la fabbricazione dei pesi, delle misure e degli strumenti per pesare e per misurare, approvato con regio decreto 12 giugno 1902, n. 226, e successive modificazioni ed integrazioni;
c) per "strumenti": gli strumenti metrici contemplati dal testo unico e dal regolamento tecnico, fatta esclusione degli strumenti per pesare a funzionamento non automatico;
d) per "verificazione prima": la verificazione cui gli strumenti metrici devono essere sottoposti prima dell'immissione in commercio;
e) per "legalizzazione": l'apposizione dei bolli metrologici a seguito dell'esito positivo della verificazione prima;
f) per "concessione di conformità metrologica": l'attribuzione al fabbricante della facoltà di autocertificare gli strumenti in sostituzione della verifica prima;
g) per "errori massimi tollerati" di uno strumento di misura: i valori estremi degli errori tollerati dalle norme regolamentari nella verificazione dello strumento.

Art. 2. - Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento disciplina unicamente la verifica prima degli strumenti secondo i principi della garanzia della qualita' e secondo la procedura della dichiarazione di conformità metrologica, in applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 13, comma 2, e all'articolo 22, comma 1, del testo unico, come modificati dalla legge 29 luglio 1991, n. 236.
2. Restano immutate le disposizioni sul controllo metrologico CEE, ivi compresa la verificazione prima CEE, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 798, e successive modificazioni, concernente l'attuazione della direttiva CEE 71/316.

Art. 3. - Errori massimi tollerati
1. Nella verificazione dei misuratori o contatori volumetrici e dei relativi complessi di misurazione per liquidi diversi dall'acqua, si applicano gli errori massimi tollerati negli analoghi strumenti di tipo CEE, prescritti dal decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 736.
2. Nella verificazione dei misuratori o contatori di gas del tipo a pareti deformabili, a pistoni rotanti o a turbina si applicano gli errori massimi tollerati negli analoghi misuratori di gas di tipo CEE, prescritti dal decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 857, modificato con decreto ministeriale 9 settembre 1983.

Art. 4. - Adeguamento delle tolleranze
1. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito il comitato centrale metrico, possono essere definiti o modificati gli errori massimi tollerati delle varie categorie di strumenti di misura, al fine di adeguarli alle norme europee ed internazionali, nonché all'evoluzione delle tecniche di fabbricazione.

Art. 5. - Principio di mutuo riconoscimento
1. Per gli strumenti di cui al precedente articolo 1, legalmente prodotti e/o commercializzati nei Paesi membri CE o dello Spazio economico europeo, la verifica prima disciplinata dal presente regolamento non viene effettuata se i risultati delle prove eseguite nel Paese membro CE o dello SEE siano a disposizione delle autorità italiane competenti, e garantiscano un livello di tutela dell'obiettivo perseguito equivalente a quello previsto dalla legislazione nazionale.

Art. 6. - Rilascio della concessione
1. La concessione di conformità metrologica e' rilasciata dalle camere di commercio ai fabbricanti di strumenti metrici che dispongano di un sistema di garanzia di qualità della produzione di cui al successivo articolo 7, siano in possesso dei requisiti e soddisfino le condizioni ivi previste.
2. I fabbricanti che si avvalgono della procedura di conformità metrologica sono sottoposti alla sorveglianza di cui al successivo articolo 11. Le spese per il rilascio della concessione e la relativa sorveglianza sono a carico del fabbricante.

Art. 7. - Modalita', requisiti e condizioni per il rilascio della concessione di conformità metrologica
1. Il fabbricante deve presentare alla camera di commercio apposita domanda di concessione, contenente:
a) l'indicazione delle categorie di strumenti per i quali intende utilizzare la procedura della dichiarazione di conformita';
b) l'indicazione dei marchi e dei sigilli di protezione che intende utilizzare;
c) le modalita' che si intendono seguire nella legalizzazione degli strumenti;
d) l'impegno di adempiere agli obblighi derivanti dal sistema di garanzia della qualita', nonche' quello di mantenerlo in efficienza;
e) l'impegno di adempiere agli obblighi derivanti dalla concessione;
f) l'impegno a conservare copia dei certificati di conformita' metrologica degli strumenti legalizzati;
g) l'indicazione dei responsabili delle procedure di qualita' e degli aspetti metrologici legali;
h) l'indicazione dell'organismo che, su incarico del fabbricante ha certificato la conformita' del sistema di garanzia della qualita' alle norme armonizzate e comunitarie o equivalenti;
i) dichiarazione dell'organismo di certificazione di soddisfare le condizioni previste dalle lettere a) e b) dell'articolo 9 e l'impegno di cui alla successiva lettera c) del medesimo articolo;
l) la natura e le modalita' del rapporto intercorrente con detto organismo, il cui contenuto non alteri le funzioni di garanzia di quest'ultimo.
2. L'anzidetta certificazione di conformita', di cui al comma 1, lettera h), e' assunta come base per il rilascio della concessione.
3. Il fabbricante mette a disposizione dell'organismo di certificazione e della camera di commercio tutte le informazioni necessarie, in particolare, la documentazione sul sistema di garanzia della qualita' e quella relativa ai progetti degli strumenti per i quali intende utilizzare la concessione.
4. Il sistema di garanzia della qualita' della produzione deve convalidare la conformita' nel tempo della produzione agli standard metrologici indicati nei provvedimenti di ammissione a verifica prima, nonche' a quello di concessione.
5. Tutte le disposizioni, i requisiti e gli elementi adottati dal fabbricante devono essere documentati in modo sistematico, ordinato e per iscritto, sotto forma di procedure, metodi ed istruzioni. La documentazione deve consentire una comprensione chiara ed univoca dei programmi, dei piani, dei manuali e dei verbali riguardanti la qualita'. Tale documentazione deve contenere in particolare, un'adeguata descrizione:
a) degli obiettivi di qualita' della struttura organizzativa, delle responsabilita' e dei poteri della direzione dell'impresa per quanto concerne la qualita' del prodotto;
b) del processo di fabbricazione, delle tecniche di controllo e di garanzia della qualita' delle azioni sistematiche che verranno messe in atto;
c) degli esami e delle prove che verranno effettuati prima, durante e dopo la fabbricazione, con indicazione della loro frequenza;
d) degli strumenti atti a controllare il conseguimento della qualita' richiesta del prodotto ed il reale funzionamento del sistema di garanzia della qualita'.
6. La camera di commercio competente entro sessanta giorni dalla richiesta emette il provvedimento di concessione; l'eventuale provvedimento di rifiuto deve essere motivato e deve contenere l'indicazione del termine e dell'organo cui il ricorso deve essere presentato.
7. Il fabbricante informa l'organismo di certificazione e la camera di commercio competente circa qualsiasi aggiornamento del sistema di qualita' intervenuto a seguito di cambiamenti, quali l'adozione di nuove tecnologie o nuove concezioni della qualita'.
8. Restano salve le disposizioni di cui agli articoli 6 e 7 del Regolamento per la fabbricazione metrica approvato con regio decreto 12 giugno 1902, n. 226, e sue successive modificazioni ed integrazioni.

Art. 8. - Provvedimento di concessione
1. Il provvedimento di concessione contiene:
a) l'indicazione delle categorie di strumenti;
b) le iscrizioni e le caratteristiche dei marchi e dei sigilli di protezione sostitutivi dei bolli delle camere di commercio, che il fabbricante deve apporre sugli strumenti;
c) le modalita' che il fabbricante deve seguire nella legalizzazione degli strumenti;
d) l'indicazione dell'organismo che ha certificato la conformita' del sistema di garanzia della qualita'.
2. In caso di variazione dell'organismo che ha certificato la conformita' del sistema di garanzia della qualita' deve essere richiesta una nuova concessione.
3. Il provvedimento di concessione e' comunicato all'Ufficio centrale metrico a cura della camera di commercio concedente.

Art. 9. - Caratteristiche di idoneita' degli organismi di certificazione
1. Ai fini del riconoscimento dei certificati di conformita' di cui al comma 2 dell'articolo 7, sono riconosciuti validi quelli rilasciati da organismi di certificazione di sistemi di garanzia della qualita', che soddisfino le seguenti condizioni:
a) risultino istituzionalmente rivolti al settore produttivo comprendente gli strumenti oggetto della richiesta di concessione;
b) siano accreditati a livello nazionale o comunitario in base alla norma UNI CEI EN 45012 o equivalente;
c) s'impegnino ad inviare, entro trenta giorni dalla conclusione delle visite ispettive effettuate in sede di certificazione o di sorveglianza, i relativi rapporti alla camera di commercio che ha rilasciato la concessione.
2. L'Ufficio centrale metrico comunica alle camere di commercio i nominativi degli organismi che soddisfano le condizioni di cui al comma 1.

Art. 10. - Adempimenti del fabbricante
1. Il fabbricante appone su ciascuno strumento, prodotto conformemente al provvedimento di ammissione alla verifica prima dell'Ufficio centrale metrico, ovvero ai requisiti metrologici regolamentari, i bolli, i sigilli di protezione e le iscrizioni previsti dal provvedimento di concessione e fornisce una dichiarazione scritta di conformita' metrologica secondo il modello fissato, per la categoria di strumenti interessata, da apposito provvedimento della Direzione generale per l'armonizzazione e la tutela del mercato.

Art. 11. - Sorveglianza
1. I fabbricanti che utilizzano la procedura di conformita' metrologica sono sottoposti a sorveglianza.
2. La sorveglianza ha lo scopo di verificare che il fabbricante adempia agli obblighi impostigli dal provvedimento di concessione, con particolare riferimento a quelli relativi all'applicazione del sistema di garanzia della qualita' ed al suo mantenimento in efficienza, nonche', di accertare le eventuali violazioni di cui all'articolo 10.
3. La sorveglianza e' esercitata dalla camera di commercio concedente, non solo attraverso i rapporti dell'organismo di certificazione, ma anche mediante verifiche e visite ispettive non preannunciate, ferma restando la vigilanza sui fabbricanti esercitata dalle autorita' territorialmente competenti.
4. L'organismo di certificazione, in occasione di verifiche ispettive, ovvero, la camera di commercio, in occasione di controlli metrologici, rilascia al fabbricante interessato un rapporto sulla sorveglianza effettuata.
5. Il fabbricante ha l'obbligo di consentire l'accesso, ai fini della sorveglianza, ai luoghi di fabbricazione, di ispezione, di prova e di immagazzinamento, fornendo tutte le informazioni necessarie, nonche', in particolare:
la documentazione relativa al sistema di garanzia della qualita';
la documentazione tecnica;
i verbali relativi al sistema di garanzia della qualita' quali, ad esempio, i rapporti di ispezione dell'organismo di certificazione indicato nel provvedimento di concessione, nonche' quelli relativi alle prove e alle tarature effettuate.

Art. 12. - Sospensione e revoca della concessione
1. La concessione di conformita' metrologica e' sospesa qualora siano accertate una o piu' delle seguenti violazioni:
a) il fabbricante non abbia ottemperato a quanto prescritto dall'organismo di certificazione, o dalla camera di commercio, in sede di sorveglianza del sistema di garanzia della qualita';
b) il fabbricante non rispetti le condizioni alle quali e' stata rilasciata la concessione ovvero il provvedimento di ammissione alla verifica prima o ai requisiti metrologici regolamentari;
c) le iscrizioni, i marchi e i sigilli di protezione prescritti risultano apposti dal fabbricante su strumenti che non presentano la conformita' o la rispondenza dichiarata.
La sospensione dura fino alla cessazione della causa che l'ha determinata, e comunque non oltre sei mesi, al termine dei quali, qualora non sia cessata la causa, e' revocata la concessione.
2. La concessione viene altresi' revocata per ripetute violazioni.
3. Il provvedimento di sospensione o di revoca e' adottato dalle camere di commercio concedenti, sentito il fabbricante, contiene le motivazioni della decisione adottata nonche' l'indicazione del termine e dell'organo cui deve essere presentato l'eventuale ricorso.
4. La revoca viene comunicata a tutte le camere di commercio e all'Ufficio centrale metrico a cura della camera di commercio che ha adottato il provvedimento.
5. Gli strumenti recanti iscrizioni, marchi e sigilli di protezione applicati dal fabbricante la cui concessione e' sospesa o revocata, prima di essere immessi sul mercato, devono essere sottoposti alla verificazione prima da parte della camera di commercio competente per territorio.

Art. 13. - Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entra in vigore sessanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 28 marzo 2000
Il Ministro: Letta
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 16 giugno 2000
Registro n. 1 Industria, commercio e artigianato, foglio n. 297

N O T E
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee (GUCE).
Note alle premesse:
- La legge 29 luglio 1991, n. 236, reca modifiche alle disposizioni di cui agli articoli 13 e 22 del testo unico delle leggi sui pesi e misure, approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni. Gli articoli 13 e 22, cosi' come modificati, cosi' recitano:
"Art. 13. - 1. Ogni peso o misura nuovo, o ridotto a nuovo, e' sottoposto alla prima verificazione innanzi che sia posto in vendita o in uso di commercio.
2. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito il comitato centrale metrico, saranno stabiliti i criteri e le modalita' per l'effettuazione delle operazioni di verificazione e di legalizzazione degli strumenti metrici mediante idonee metodologie avvalentisi, nel caso della verificazione, dei principi statistici oppure, secondo i tipi di strumenti e la valenza tecnica ed organizzativa del produttore, dei principi della garanzia della qualita', analoghi a quelli previsti per le corrispondenti operazioni effettuate nell'ambito del controllo metrologico CEE".
"Art. 22. - 1. I misuratori di gas, fatto salvo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 798, e successive modificazioni, concernente l'attuazione della direttiva n. 71/316/CEE, sono soggetti alla verificazione ogni qualvolta siano posti in commercio o riparati o rimossi dal luogo ove agiscono.
2. I fabbricanti, gli aggiustatori e i fornitori dei misuratori di gas, che non ottemperano alle prescrizioni di cui al comma 1, sono puniti con le sanzioni di cui all'art. 31.
3. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito il comitato centrale metrico, sono stabiliti:
a) la validita' temporale dei bolli applicati, a seguito di esito positivo della verificazione di cui al comma 1 o di altra equipollente procedura metrologica CEE;
b) le modalita' per l'identificazione dell'anno a partire dal quale deve essere calcolato il periodo di validita' dei bolli di verificazione, per i misuratori installati dopo la data fissata contestualmente con tali modalita';
c) i criteri e le modalita' per l'applicazione graduale della prescrizione sul limite temporale di validita' dei bolli apposti sui misuratori gia' installati alla data di cui alla lettera b), disponendo uno scaglionamento da effettuare in funzione della data di installazione;
d) i criteri e le modalita' per la effettuazione delle operazioni di verificazione e di legalizzazione dei misuratori di gas, mediante idonee metodologie avvalentisi, nel caso della verificazione, dei principi della garanzia della qualita', analoghi a quelli previsti per le corrispondenti operazioni effettuate nell'ambito del controllo metrologico CEE;
e) ogni altra norma per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, ivi compresa la determinazione dei controlli sugli strumenti prodotti nei Paesi appartenenti all'Unione europea e allo Spazio economico europeo e non armonizzati dalla normativa comunitaria, che devono essere conformi alle prescrizioni tecniche adottate in ciascuno dei Paesi di provenienza. Nel caso di prodotti importati da un Paese membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, la verificazione al momento dell'immissione in commercio prevista dal comma 1 non viene effettuata se i risultati delle prove effettuate nel Paese membro dell'Unione o dello Spazio economico europeo siano a disposizione delle autorita' italiane competenti".
- Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, reca conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59. Gli articoli 20 e 50 cosi' recitano:
"Art. 20 (Funzioni delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura). - 1. Sono attribuite alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura le funzioni esercitate dagli uffici metrici provinciali e dagli uffici provinciali per l'industria, il commercio e l'artigianato, ivi comprese quelle relative ai brevetti e alla tutela della proprieta' industriale.
2. Presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e' individuato un responsabile delle attivita' finalizzate alla tutela del consumatore e della fede pubblica, con particolare riferimento ai compiti in materia di controllo di conformita' dei prodotti e strumenti di misura gia' svolti dagli uffici di cui al comma 1".
"Art. 50 (Accorpamenti e soppressioni di strutture amministrative e statali e attribuzione di beni e risorse).
- 1. Sono soppressi gli uffici metrici provinciali e gli uffici provinciali per l'industria, il commercio e l'artigianato. Sono, inoltre, soppressi gli uffici periferici gia' appartenenti all'Agenzia per la promozione dello sviluppo per il Mezzogiorno (Agensud), a decorrere dalla conclusione delle operazioni previste per la gestione stralcio.
2. Il personale e le dotazioni tecniche degli uffici metrici provinciali e degli uffici provinciali per l'industria, il commercio e l'artigianato sono trasferiti alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura".
- Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999, individua i beni e le risorse degli uffici metrici provinciali da trasferire alle camere di commercio, come disposto dall'art. 7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
- La legge 23 agosto 1988, n. 400, reca disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'art. 17, commi 3 e 4, cosi' recita:
"3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento , sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale".
- La direttiva 98/34/CE che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee n. L 204/37 del 21 luglio 1998.
- La legge 21 giugno 1986, n. 317, reca attuazione della direttiva 83/189/CEE, come codificata dalla direttiva 98/34/CE.
Note all'art. 1:
- Per il regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, vedi in note alle premesse.
- Il regio decreto 12 giugno 1902, n. 226, approva il regolamento per la fabbricazione dei pesi, delle misure e degli strumenti per pesare e per misurare.
Note all'art. 2:
- Per il testo degli articoli 13, comma 2, e 22, comma 1, del testo unico, come modificati dalla legge 29 luglio 1991, n. 236, vedi in note alle premesse.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 798, reca attuazione della direttiva 71/316/CEE relativa alle disposizioni comuni agli strumenti di misura ed ai metodi di controllo metrologico.
- La direttiva 71/316/CEE e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee n. 4202 del 6 settembre 1971.
Note all'art. 3:
- Il decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 736, reca attuazione della direttiva (CEE) 71/319 relativa ai contatori di liquidi diversi dall'acqua.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 857, reca attuazione delle direttive (CEE) n. 71/318, n. 74/331 e n. 78/365, relative ai contatori di volume di gas.
- Il decreto ministeriale 9 settembre 1983, reca attuazione della direttiva della Commissione (CEE) n. 82/623, che reca terzo adeguamento al progresso tecnico della direttiva del Consiglio (CEE) n. 71/318, e sue successive modificazioni, relativa ai contatori di volume di gas.
Nota all'art. 7:
- Per il regio decreto 12 giugno 1902, n. 226, vedi in note all'art. 1. Gli articoli 6 e 7 cosi' recitano:
"Art. 6. - 1. Negli usi del commercio sono ammessi i pesi, le misure e gli strumenti per pesare o per misurare enumerati nella tabella B annessa alla legge.
2. Con le forme stabilite dall'art. 7, potranno anche essere ammessi per decreto ministeriale, sentito il comitato centrale metrico, pesi e misure diversi da quelli contemplati nella tabella B suddetta, purche' siano osservate le disposizioni dell'art. 4 della legge e della tabella A annessa alla medesima.
3. Con le stesse formalita' potranno essere ammessi strumenti per pesare o per misurare oltre quelli enumerati nella tabella B predetta.
4. In questi casi i diritti di prima verificazione da pagarsi, saranno quelli fissati dalla tabella B per i pesi, le misure e gli strumenti piu' prossimi ai nuovi. Caso per caso, il comitato centrale metrico proporra' le disposizioni relative alla fabbricazione e alla verificazione".
"Art. 7. - 1. Potranno essere ammessi con provvedimento ministeriale, sentito il comitato centrale metrico, pesi, misure e strumenti per pesare e per misure contemplati dalla legge, compresi i misuratori dei gas, anche se siano di forma o di materia diverse o presentino modificazioni od aggiunte in confronto dei tipi considerati nel presente regolamento.
2. Le domande, che saranno a questo scopo presentate al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dovranno essere corredate dai disegni, i quali rimarranno negli atti del Ministero, e, a richiesta di esso, anche di un esemplare dello strumento".
Nota all'art. 9:
- La norma UNI CEI EN 45012, indica i criteri generali per gli organismi di certificazione dei sistemi qualita'.

 

Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato - Decreto 28 marzo 2000, numero 182

Regolamento recante modifica ed integrazione della disciplina della verificazione periodica degli strumenti metrici in materia di commercio e di camere di commercio.

IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO
Visto il testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il regolamento sul servizio metrico approvato con regio decreto 31 gennaio 1909, n. 242, e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 25 marzo 1997, n. 77, recante dispo-sizioni in materia di commercio e di camere di com-mercio;
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, recante misure urgenti per lo snellimento dell'attivita' amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, articoli 20 e 50, che stabiliscono il conferimento delle funzioni degli uffici metrici provinciali alle camere di commercio;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 6 luglio 1999 di individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali ed organizzative degli uffici metrici provinciali da trasferire alle camere di commercio;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla disciplina dell'attivita' di Governo e sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e in particolare l'articolo l7, commi 3 e 4;
Considerato che la citata legge n. 77/1997, all'articolo 3, comma 4, ha delegificato la disciplina normativa della verificazione periodica, prevedendo che le modifiche ed integrazioni alla disciplina suddetta siano adottate mediante decreti del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, in conformita' ai criteri stabiliti nel medesimo comma;
Sentito il Comitato centrale metrico in data 11 marzo 1999;
Esperita la procedura d'informazione prevista dalla direttiva 98/34/CE che codifica la procedura di notifica 83/189/CEE recepita con legge 21 giugno 1986, n. 317, e successive modificazioni ed integrazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 7 giugno 1999;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988, con nota n. 19421, del 7 dicembre 1999;
A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1. Definizioni
1. Agli effetti del presente decreto per "strumenti di misura" si intendono le misure di capacita' diverse da quelle di vetro, terracotta e simili, nonche' gli strumenti per pesare o per misurare diversi dalle misure lineari, la cui utilizzazione riguarda la determinazione della quantita' e/o del prezzo nelle transazioni commerciali, ivi comprese quelle destinate al consumatore finale.

Art. 2. Verificazione periodica
1. La verificazione periodica degli strumenti di misura consiste nell'accertare il mantenimento nel tempo della loro affidabilita' metrologica finalizzata alla tutela della fede pubblica, nonche' l'integrita' di sigilli anche elettronici e etichette o altri elementi di protezione previsti dalle norme vigenti.
2. Gli strumenti di misura devono essere sottoposti a verificazione periodica entro sessanta giorni dall'inizio della loro prima utilizzazione e in seguito secondo la periodicita' fissata nell'allegato I, che decorre dalla data dell'ultima verificazione effettuata.
3. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente decreto i misuratori di gas, di acqua ed elettrici.

Art. 3. - Verificazione eseguita dalle camere di commercio
1. La verificazione periodica e' effettuata dalle camere di commercio competenti territorialmente presso la loro sede o, su richiesta degli utenti interessati, nel luogo di utilizzazione degli strumenti secondo modalita' stabilite dalle stesse camere di commercio.
2. L'esito positivo della verificazione periodica e' attestato dal funzionario della camera di commercio responsabile dell'operazione, mediante contrassegno applicato su ogni strumento utilizzando etichetta autoadesiva distruttibile con la rimozione. Le caratteristiche del suddetto contrassegno sono indicate nell'allegato II annesso al presente decreto.
3. In caso di esito negativo, e' ammesso ricorso gerarchico al Segretario generale della camera di commercio, che puo' richiedere parere tecnico al Ministero dell'industria - Direzione generale dell'armonizzazione e tutela del mercato - Ufficio centrale metrico.

Art. 4. - Verificazione eseguita da laboratori accreditati
1. La verificazione periodica puo' essere eseguita anche da laboratori accreditati dalle camere di commercio o appartenenti alle stesse, i quali offrano garanzia di indipendenza e di qualificazione tecnico-professionale.
2. Ai fini dell'accreditamento le camere accertano l'indipendenza del laboratorio e di tutto il relativo personale da vincoli di natura commerciale o finanziaria e da rapporti societari con gli utenti metrici, nonche' la dotazione di strumenti e apparecchiature idonei.
3. Le condizioni e le modalita' di accreditamento dei suddetti laboratori sono determinate con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito il Comitato centrale metrico.

Art. 5. - Verificazione eseguita dai fabbricanti metrici
1. La verificazione periodica degli strumenti per pesare a funzionamento non automatico verificati e marcati CE dal fabbricante, che opera secondo il sistema di garanzia della qualita' della produzione, puo' essere eseguita per la prima volta nello stabilimento o sul luogo di utilizzazione da parte del fabbricante stesso ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 1992, n. 517.
2. La verificazione periodica degli strumenti di tipo fisso per i quali il fabbricante ha ottenuto la concessione di conformita' metrologica, ai sensi delle norme attuative dell'articolo 1 della legge 29 luglio 1991, n. 236, puo' essere eseguita per la prima volta sul luogo di utilizzazione anche dal fabbricante stesso.

Art. 6. - Strumenti difettosi - Strumenti riparati
1. Gli strumenti che in sede di verificazione periodica risultano fuori del campo degli errori massimi ammissibili prescritti dalla normativa vigente, o che presentano difetti tali da pregiudicare l'affidabilita' metrologica, per i quali il funzionario responsabile della camera di commercio ha emesso un ordine di aggiustamento, possono essere detenuti dall'utente nel luogo dell'attivita' purche' non utilizzati. Gli stessi strumenti possono essere riutilizzati, previa richiesta di una nuova verificazione periodica, una volta eseguito l'ordine di aggiustamento.
2. L'utente metrico deve richiedere una nuova verificazione periodica qualora provveda, indipendentemente da un ordine di aggiustamento, alla modifica o riparazione dei propri strumenti, che comporti la rimozione di etichette e di ogni altro sigillo di garanzia anche di tipo elettronico.

Art. 7. - Obblighi degli utenti metrici
1. Gli utenti metrici soggetti all'obbligo della verificazione periodica devono:
a) garantire il corretto funzionamento dei loro strumenti, conservando ogni documento ad esso connesso;
b) mantenere l'integrita' della etichetta di verificazione periodica, nonche' di ogni altro marchio, sigillo di garanzia anche di tipo elettronico o elemento di protezione, tranne nel caso di cui all'articolo 6, comma 2;
c) non utilizzare gli strumenti non conformi, difettosi o inaffidabili dal punto di vista metrologico.
2. Il mancato rispetto delle prescrizioni di cui ai punti a), b) e c) e' equiparato ad inadempienza all'obbligo della verificazione periodica.

Art. 8. - Elenco degli utenti metrici
1. Le camere di commercio formano l'elenco degli utenti metrici. In esso sono indicati, oltre le generalita' ed il luogo di esercizio di ogni utente, l'attivita' ed ogni altra informazione in funzione delle scadenze della verificazione periodica degli strumenti.
2. Le informazioni contenute nell'elenco sono tenute a disposizione della pubblica amministrazione e di altre autorita'.
3. L'elenco puo' essere consultato dagli utenti metrici.

Art. 9. - Formazione dell'elenco
1. L'elenco degli utenti metrici e' formato sulla base dei dati del registro delle imprese tenuto dalle camere di commercio.
2. Le camere di commercio possono avvalersi, anche mediante tecniche informatiche e telematiche, dei dati forniti dai comuni e da altre amministrazioni pubbliche, al fine di individuare categorie di utenti metrici non soggetti all'obbligo di iscrizione al registro delle imprese.

Art. 10. - Vigilanza
1. Le camere di commercio esercitano funzioni di vigilanza sulla corretta applicazione delle norme del presente decreto.
2. La vigilanza presso gli utenti metrici si esercita ad intervalli casuali e senza preavviso.

Art. 11. - Abrogazioni ed entrata in vigore
1. Sono abrogati gli articoli 16, 17, 18, 19, 20, 21 del citato testo unico approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088 e gli articoli 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 70, 71, 72, 73, 74, 78, 79 e 80 del regolamento sul servizio metrico approvato con regio decreto 31 gennaio 1909, n. 242, e successive integrazioni e modificazioni, nonche' ogni altra disposizione contrastante o incompatibile con quelle contenute nel presente decreto e con il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, articoli 20 e 50, relativamente al conferimento delle funzioni degli uffici metrici provinciali alle camere di commercio.
2. Il presente decreto entra in vigore il trentesimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Roma, 28 marzo 2000
Il Ministro: Letta
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 12 giugno 2000
Registro n. 1 Industria, commercio e artigianato, foglio n. 156


Allegato I
PERIODICITA' DELLA VERIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI IN FUNZIONE DELLA CATEGORIA DI APPARTENENZA

CATEGORIA
PERIODICITA' DELLA VERIFICAZIONE
masse e misure campione; misure di capacità, comprese quelle montate su autocisterna:
5 anni
strumenti per pesare
3 anni
complessi di misura per carburanti
2 anni
misuratori di volumi di liquidi diversi da carburanti e dall'acqua
4 anni
misuratori massici di gas metano per autotrazione
2 anni
strumenti per la misura di lunghezze compresi i misuratori di livello dei serbatoi
4 anni
strumenti diversi da quelli di cui alle righe precedenti
secondo l'impiego e secondo la periodicità fissati, con provvedimento del Ministro dell'industria, sentito il Comitato centrale metrico.

Note:
Le masse che sono di ausilio agli strumenti per pesare di qualsiasi tipo sono sottoposte a verificazione con la stessa periodicita' degli strumenti di cui sono ai fini metrologici, parte funzionalmente essenziale ed integrante.
Le masse di ausilio agli strumenti per pesare a funzionamento non automatico delle classe di precisione I e II sono esenti dal bollo periodico.

Allegato II
CONTRASSEGNO DA APPLICARE SUGLI STRUMENTI DI MISURA CHE HANNO SUPERATO LA VERIFICAZIONE PERIODICA. (Articolo 3) (v.immagine)
Caratteristiche:
Forma: quadrata
Dimensione lato: > o uguale a 40 mm
Colore: fondo verde con carattere di stampa nero
Nota:
Nel caso il contrassegno venga applicato ai sensi dell'art. 5, sotto l'anno di scadenza deve essere riportato il marchio del fabbricante che si avvale della facolta' prevista nello stesso articolo, commi 1 e 2.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee (GUCE).
Note alle premesse:
- Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, reca:
"Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59". Gli articoli 20 e 50 cosi' recitano:
"Art. 20 (Funzioni delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura). - 1. Sono attribuite alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura le funzioni esercitate dagli uffici metrici provinciali e dagli uffici provinciali per l'industria, il commercio e l'artigianato, ivi comprese quelle relative ai brevetti e alla tutela della proprieta' industriale.
2. Presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e' individuato un responsabile delle attivita' finalizzate alla tutela del consumatore e della fede pubblica, con particolare riferimento ai compiti in materia di controllo di conformita' dei prodotti e strumenti di misura gia' svolti dagli uffici di cui al comma 1".
"Art. 50 (Accorpamenti e soppressioni di strutture amministrative e statali e attribuzione di beni e risorse).
- 1. Sono soppressi gli uffici metrici provinciali e gli uffici provinciali per l'industria, il commercio e l'artigianato. Sono, inoltre, soppressi gli uffici periferici gia' appartenenti all'Agenzia per la promozione dello sviluppo per il Mezzogiorno (Agensud), a decorrere dalla conclusione delle operazioni previste per la gestione stralcio.
2. Il personale e le dotazioni tecniche degli uffici metrici provinciali e degli uffici provinciali per l'industria, il commercio e l'artigianato sono trasferiti alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
- Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999 individua i beni e le risorse degli uffici metrici provinciali da trasferire alle camere di commercio, come disposto dall'art. 7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
- La legge 23 agosto 1988, n. 400, reca disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'art. 17, commi 3 e 4, cosi' recita:
"3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento , sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale".
- La direttiva 98/34/CE che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee L204/37 del 21 luglio 1998.
- La legge 21 giugno 1986, n. 317, reca: "Attuazione della direttiva 83/189/CEE, come codificata dalla direttiva 98/34/CE".
Note all'art. 5:
- Il decreto legislativo 29 dicembre 1992, n. 517, reca: "Attuazione della direttiva 90/384/CEE sull'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri in materia di strumenti per pesare a funzionamento non automatico".
- La legge 29 luglio 1991, n. 236, reca: "Modifica alle disposizioni del testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure, approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni". L'art. 1 cosi' recita:
"Art. 1. - I pesi e le misure legali nel Regno d'Italia sono unicamente quelli del sistema metrico decimale, le cui unita' sono le seguenti:
Per le misure lineari:
Il metro internazionale.
Per le misure di superficie:
Il metro quadrato.
Per le misure di solidita':
Il metro cubo.
Per i pesi:
Il gramma, millesima parte del chilogramma internazionale.
Per le misure di capacita':
Il litro, volume di mille grammi d'acqua pura a quattro gradi del termometro centesimale".

Ultima modifica: Mercoledì 9 Dicembre 2020