Autoriparatori (L. 122/1992)

CCIAA Pistoia
Registro Imprese
albi@ptpo.camcom.it

 

L'attività di manutenzione e di riparazione dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, ivi compresi ciclomotori, macchine agricole, rimorchi e carrelli, adibiti al trasporto su strada di persone e di cose, è definita come attività di autoriparazione.

Rientrano nell'attività di autoriparazione:
a) tutti gli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di qualsiasi componente, anche particolare, dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore compresi i ciclomotori, macchine agricole, rimorchi e carrelli adibiti a trasporto su strada;
b) l'installazione di impianti e componenti fissi sugli stessi veicoli e complessi di veicoli a motore.

Sono soggette alla disciplina anche:
- le imprese esercenti in prevalenza attività di commercio e noleggio di veicoli e le imprese di autotrasporto merci per conto terzi iscritte all'Albo degli autotrasportatori che svolgano, con carattere strumentale o accessorio attività di autoriparazione
- ogni altra impresa o organismo di natura privatistica che svolga attività di autoriparazione per esclusivo uso interno.

Non rientrano nell'attività di autoriparazione le attività di:
- lavaggio;
- rifornimento di carburante;
- di sostituzione filtro aria, filtro olio, dell’olio lubrificante e di altri liquidi lubrificanti o di raffreddamento che devono in ogni caso essere effettuate nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela dall'inquinamento atmosferico e di smaltimento di rifiuti, nonché l'attività di commercio di veicoli.

Dal 05/01/2013, con le modifiche apportate alla legge 122/92 dalla legge 224/2012, l’attività di autoriparazione si distingue nelle attività di:
- meccatronica
- carrozzeria
- gommista

Non rientra nell'ambito della presente disciplina l'attività di autoriparazione di macchine agricole e rimorchi effettuata su mezzi propri dalle imprese agricole provviste di officina.
Anche le attività di costruzione di veicoli speciali (quali le ambulanze, i camion frigoriferi, ecc.), di costruzione di carrozzerie e, in genere, di trasformazione di veicoli esulano dall'ambito di applicazione della legge n. 122/92, in considerazione del fatto che tali attività sono sottoposte a norme ben più stringenti in materia di omologazione.

Requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività

Ai fini dello svolgimento dell’attività di autoriparazione, l’impresa deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) disponibilità di spazi e di locali, per la cui utilizzazione siano state acquisite le prescritte autorizzazioni amministrative, idonei a contenere i veicoli oggetto di intervento e le attrezzature e le strumentazioni occorrenti per l’esercizio dell’attività;
b) designazione di un responsabile tecnico, in possesso dei requisiti personali e tecnico professionali.

Le imprese che intendono svolgere attività di autoriparazione devono designare, per ogni unità locale sede di officina, un soggetto preposto alla gestione tecnica, dotato dei requisiti personali e professionali di cui all’art. 7 della legge n. 122 del 1992 che abbia con l’impresa un rapporto d’immedesimazione.

Pertanto, il responsabile tecnico, preposto all'esercizio di una delle attività rientranti nell'ambito di applicazione della legge in questione, deve essere o il titolare dell’impresa individuale, o un socio prestatore d’opera, o un amministratore di società, oppure un altro soggetto appositamente preposto dall’imprenditore all’esercizio dell’attività di autoriparazione(dipendente, collaboratore familiare).

Non può essere nominato preposto alla gestione tecnica un consulente o un professionista esterno.

Il termine "immedesimazione", come ha precisato il competente Ministero (Circ. M.I.C.A. n. 3342/C del 22.6.1994), va interpretato in senso stretto e cioè "riferito alla necessità dell'esistenza, oggettiva e biunivoca, di un rapporto diretto del responsabile tecnico con la struttura operativa dell’impresa".
Nel caso in cui il responsabile tecnico non sia lo stesso imprenditore, il rapporto di immedesimazione - precisa il Ministero – deve concretizzarsi in una forma di collaborazione con quest'ultimo che consenta al "preposto responsabile tecnico" di operare in nome e per conto dell'impresa, impegnandola sul piano civile con il proprio operato e con le proprie determinazioni, sia pure limitatamente agli aspetti tecnici dell'attività della stessa.

Nella società in accomandita semplice, circa la immedesimazione del socio accomandatario non vi sono dubbi, mentre per quanto riguarda il socio accomandante, stante l'espresso divieto di compiere atti di amministrazione (art. 2320, 1^ comma C.C.), l'immedesimazione potrebbe essere ravvisabile solo nel caso in cui lo stesso sia anche socio prestatore d'opera.
I soci accomandanti possono, infatti, "prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori" (Cfr. art. 2320, 2^ comma C.C.).

Nella società di capitali, l’immedesimazione tra la società e il socio è ravvisabile solo nel caso in cui il socio sia anche prestatore d’opera o comunque socio dipendente.

Nella società in nome collettivo, essendo ogni socio solidalmente ed illimitatamente responsabile per le obbligazioni sociali (art. 2291 C.C.,) si può ritenere che tutti i soci, anche quelli non amministratori, che siano in possesso dei prescritti requisiti tecnico professionali e che effettivamente prestino attività lavorativa, possano essere preposti in qualità di responsabili tecnici.

Requisiti di onorabilità
E’ necessario che non siano stati emessi i provvedimenti di cui al D.Lgs. 159/2011 art.67 (normativa antimafia) nei confronti dei soggetti previsti dall'art. 85 del D.Lgs.159/2011 (formato PDF - dimensione 295 Kb).
Qualora il socio di maggioranza (nelle società con un numero di soci pari o inferiori a 4) o il socio unico abbia intestato le proprie azioni o quote ad una società fiduciaria autorizzata ed operante ai sensi della L. 23/11/1939 n. 1966, la comunicazione antimafia riguarderà la posizione del fiduciante (c.d. "socio effettivo") e non quello della società fiduciaria (c.d. "socio formale").



Requisiti del responsabile tecnico
Il responsabile tecnico deve possedere requisiti sia personali che professionali.

Requisiti personali
a) essere cittadino italiano o di altro Stato membro della CEE ovvero di uno Stato, anche non appartenente alla Comunità Europea, con cui sia operante la condizione di reciprocità;
b) non aver riportato condanne definitive per reati commessi nell´esecuzione degli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di veicoli a motore per i quali è prevista una pena detentiva.

In relazione al requisito di cui alla lettera b), l’Ufficio legislativo del Ministero dell’Industria ha ritenuto che la norma possa essere interpretata nel senso che il responsabile tecnico, per possedere i requisiti soggettivi richiesti, “non debba essere incorso in provvedimenti penali per reati comunque connessi all’esercizio di attività di autoriparazione”.

Si precisa che tale connessione deve intendersi nel senso di ricomprendere nella previsione in esame quelle condotte criminose realizzate utilizzando luoghi e conoscenze tecniche di autoriparazione, includendovi anche ipotesi delittuose comunque connesse in occasione della propria attività.

Tale interpretazione trova giustificazione, ad avviso dello stesso Ufficio, nel fondamento giuridico della normativa in esame. Il legislatore ha inteso individuare nel responsabile tecnico il garante di un corretto ed ordinato svolgimento dell’attività di autoriparazione.


Requisiti Professionali
a) Avere esercitato l'attività di autoriparazione, alle dipendenze di imprese operanti nel settore nell'arco degli ultimi cinque anni, come operaio qualificato per almeno tre anni; tale ultimo periodo è ridotto ad un anno qualora l'interessato abbia conseguito un titolo di studio a carattere tecnico-professionale attinente all'attività diverso da quelli di cui alla lettera c);
b) Avere frequentato, con esito positivo, un apposito corso regionale teorico-pratico di qualificazione, seguito da almeno un anno di esercizio dell'attività di autoriparazione, come operaio qualificato, alle dipendenze di imprese operanti nel settore nell'arco degli ultimi cinque anni;
c) Avere conseguito, in materia tecnica attinente all'attività, un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o un diploma di laurea.
Ai fini dell'annotazione nella sezione speciale con qualifica artigiana, qualora l'attività di autoriparazione sia l'attività prevalente dell'impresa, la carica di responsabile tecnico deve essere rivestita dal titolare per le imprese individuali, da uno dei soci partecipanti al lavoro per le società di persone, per le SRL e per le Soc. Cooperative, da uno dei soci accomandatari per le S.a.s. Qualora invece l'attività di autoriparazione sia secondaria rispetto ad un'altra attività prevalente artigiana, il responsabile tecnico può anche essere un dipendente o un collaboratore familiare ecc.

Caso particolare:
- aver svolto professionalmente l'attività di riparazioni di veicoli in qualità di titolare o socio di impresa del settore regolarmente iscritta all’albo delle imprese artigiane o nel registro delle ditte, per almeno un anno prima dell'entrata in vigore della Legge 122/92 (14.12.1994).

Elenco indicativo e non esaustivo dei titoli di studio abilitanti
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Nel caso di requisito tecnico-professionale (titolo di studio e/o esperienza lavorativa) maturato all'estero sarà necessario il preventivo riconoscimento effettuato dal Ministero dello Sviluppo Economico, vedi modulistica e istruzioni ai seguenti link:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/component/content/article?id=2016845
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/component/content/article?id=2016841:qualifiche-professionali-estere-informazioni


Modulistica e modalità di presentazione
Dal 20/10/2017 la SCIA per l'inizio dell'attività di autoriparazione deve essere presentata al SUAP competente, compilando i modelli unificati e standardizzati approvati in sede di accordo tra Governo, Regioni e Enti Locali.
http://www.italiasemplice.gov.it/

Conseguentemente non è più possibile utilizzare i modelli predisposti dalla CCIAA di Pistoia.

Dal sito https://www.impresainungiorno.gov.it/ è possibile individuare il SUAP competente e compilare il modello di SCIA.

I regimi amministrativi che si applicano all'inizio dell'attività di autoriparazione (SCIA Unica o SCIA Condizionata) sono indicati nella tabella A) allegata al D.Lgs. n. 222 del 25/11/2016 (pag. 62 dell'allegato A).
In caso di applicazione del regime della SCIA Unica (prevista qualora per lo svolgimento dell'attività siano necessarie altre SCIA o comunicazione o notifiche) l'attività può essere avviata dalla data di presentazione della SCIA medesima. In questo caso l'impresa deve presentare contestualmente l'iscrizione nel Registro delle Imprese e/o nel REA.
In caso di applicazione del regime della SCIA Condizionata (prevista quando l'attività sia condizionata all'acquisizione di atti di assenso comunque denominati) l'impresa può denunciare l'inizio dell'attività al Registro delle Imprese/REA solo dopo l'acquisizione della necessaria autorizzazione/nulla osta.
Pertanto, nella pratica di Comunicazione Unica inviata al Registro delle Imprese si dovrà indicare come data di inizio attività la data di presentazione della SCIA (nei casi di SCIA Unica) o la data del provvedimento che autorizza l'inizio dell'attività (nei casi di SCIA condizionata).
La variazione del Responsabile Tecnico è sempre soggetta alla presentazione della SCIA o Comunicazione al SUAP sia qualora comporti una modifica dell'attività (es.: meccanico che aggiunge la carrozzeria), sia qualora l'attività non vari.

Imprese che iniziano l'attività presso una localizzazione posta in provincia diversa da quella della sede legale

La nuova modulistica approvata dalla Conferenza Unificata prevede che la Scia sia presentata presso la localizzazione dove viene iniziata l’attività (sede o Unità locale).
La Scia quindi dovrà essere presentata al Suap competente per territorio, oppure, soltanto nei casi in cui sia possibile, potrà essere allegata alla pratica di Comunicazione Unica presentata al Registro delle Imprese competente per la sede o l’Unità Locale presso la quale viene iniziata l’attività di autoriparazione.


Sanzioni
L´esercizio dell´attività di autoriparazione, per chi non è iscritto in quanto tale nel Registro imprese, è punito con una sanzione amministrativa da euro 5.164,00 a euro 15.493,00 e la confisca delle attrezzature e strumentazioni.
Se un´impresa svolge un´attività di autoriparazione diversa da quella per cui è iscritta al Registro imprese è punita con una sanzione amministrativa euro 2.582,00 a euro 7.745,00 e la confisca delle attrezzature e strumentazioni. La vigilanza sull´applicazione della legge spetta alle Province e ai Comuni.
Il proprietario o possessore del veicolo, che non si avvale di impresa in possesso di requisiti per la riparazione dello stesso, è soggetto ad una sanzione amministrativa da euro 51,00 a euro 258,00. Spetta alle Province ed ai Comuni vigilare sull´applicazione della legge.
Ultima modifica: Giovedì 4 Marzo 2021