Installatori di Impianti D.M. 22 gennaio 2008 n. 37

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Sono INSTALLATORI DI IMPIANTI - e quindi soggetti all'applicazione del Decreto Ministero Sviluppo Economico n. 37 del 22/01/2008 (in vigore dal 27/03/08) - le imprese che intendono svolgere le attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione dei seguenti impianti posti al servizio di edifici o delle relative pertinenze, indipendentemente dalla destinazione d'uso (articolo 1 D.M. 37/2008), di:

a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonche' impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere;
b) impianti radiotelevisivi, antenne ed elettronici in genere;
c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;
d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
e) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;
f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e simili;
g) impianti di protezione antincendio.

Si applica la suddetta legge anche alle imprese non installatrici che dispongono di uffici tecnici interni, esclusivamente per le attività di installazione di impianti relativi alle proprie strutture interne e nei limiti della tipologia di lavori per i quali il responsabile possiede i requisiti previsti dall’art. 4 del D.M. 37/2008.

Sono esclusi dall'applicazione della Legge gli interventi di ordinaria manutenzione sugli impianti sopra elencati. Per interventi di ordinaria manutenzione si intendono (art. 2 c. 1 lett. d del DM 37/08) quelli relativi a:

- contenere il degrado normale d'uso;
- eventi accidentali che comportano la necessità di primi interventi e che non modificano la struttura essenziale dell'impianto o la sua destinazione d'uso.

AVVERTENZA
Si precisa che la pulizia e l'igienizzazione di griglie, bocchette e filtri dell'aria, così come tutte le operazioni che si compiono ad esempio sui "condotti d'aria", sono attività riferibili alla manutenzione ordinaria del complesso impiantistico aeraulico e, se richiedono la rimozione di componenti e o parti dell'impianto, possono essere condotte solo da imprese impiantistiche abilitate ai sensi del D.M. 37/08. Pertanto tali operazioni non rientrano nell'attività di sanificazione, così come disciplinata dal D.M. 274/97.
V. anche Nota Unioncamere(link) (formato PDF - dimensione 55 Kb)

Segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.)

Le imprese che iniziano ad esercitare le attività di impiantistica devono presentare, il giorno stesso di inizio dell'attività, la S.C.I.A. ai sensi dell'art. 19 della Legge n. 241/1990 e successive modificazioni, contenente l’autocertificazione necessaria per documentare il possesso dei requisiti professionali alla Camera di Commercio ove ha sede l’impresa.
L'esercizio effettivo dell'attività può iniziare contestualmente alla presentazione della segnalazione. In caso di accertata carenza dei requisiti richiesti, nel termine di 60 giorni dal ricevimento della segnalazione, sarà adottato un motivato provvedimento di inibizione all'inizio dell'attività o di divieto di prosecuzione dell'attività.

Per le imprese che iniziano l'attività presso una localizzazione posta in provincia diversa da quella della sede legale Con la Circolare 181848 del 30/09/2011 (formato PDF - dimensione 79 Kb)(formato PDF - dimensione 79 Kb) il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che, al fine del riconoscimento dei requisiti per l’esercizio dell’attività impiantistica di cui al D.M. 37/08, la SCIA con la dichiarazione del possesso dei requisiti di legge e la relativa nomina del/dei responsabili tecnici deve essere presentata alla CCIAA competente per la sede, anche quando l’attività venga iniziata in una localizzazione posta in una provincia diversa rispetto a quella della sede legale.
Quanto sopra comporta che nei confronti della Camera di Commercio competente per la sede dovrà essere presentata la SCIA con la dichiarazione del possesso dei requisiti di legge allegata al modulo S5 (società) o I2 (impresa individuale) per l’indicazione del complessivo avvio dell’attività da parte dell’impresa, e l’intercalare P per l’indicazione dei dati del responsabile tecnico.
Nei confronti della Camera di Commercio competente per l’unità locale dovrà invece essere presentato un modulo UL, con i dati relativi alla localizzazione ed all’attività svolta.

SI PREGA DI PORRE PARTICOLARE ATTENZIONE NELLA COMPILAZIONE DELLA PRATICA COMUNICA, inserendo nel riquadro dell’attività esercitata, esattamente le stesse attività indicate nella SCIA, con le eventuali limitazioni.
 

Requisiti tecnico-professionali e responsabile tecnico

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I requisiti tecnico-professionali devono essere posseduti:

- dal titolare;
- da un legale rappresentante;
- dal responsabile tecnico preposto.

Ai fini dell'annotazione nella sezione speciale artigiana del registro imprese, qualora l'attività di installazione impianti sia l'attività prevalente dell'impresa, la carica di responsabile tecnico deve essere rivestita dal titolare per le imprese individuali, da uno dei soci partecipanti al lavoro per le società di persone, per le s.r.l. e per le società cooperative, da uno dei soci accomandatari per le s.a.s.
Qualora l'attività di installazione impianti sia secondaria rispetto a un'altra attività prevalente artigiana, il responsabile tecnico può anche essere un dipendente o un collaboratore familiare.

Responsabile tecnico
L'art. 3 comma 2 del DM n. 37/2008 prevede che il responsabile tecnico preposto svolge tale funzione per una sola impresa e la qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa. Tale previsione garantisce una maggiore responsabilizzazione del preposto, che non potrà svolgere nessun'altra attività di carattere continuativo (sia essa imprenditoriale che professionale) né tanto meno operare nell'ambito di più imprese.
Il responsabile tecnico non può essere un consulente o un professionista esterno all’organico dell’azienda in quanto la figura del responsabile tecnico ha come elemento caratterizzante il rapporto di immedesimazione con la struttura operativa dell’impresa. Lo stesso deve assumere con l’impresa un vincolo stabile e continuativo, che comporti un rapporto diretto con l’azienda e garantisca lo svolgimento di un costante controllo sui servizi dalla stessa offerti. L’immedesimazione consiste infatti nel rapporto diretto, oggettivo e biunivoco, del responsabile tecnico con la struttura operativa dell’impresa e, qualora il responsabile tecnico non sia lo stesso imprenditore, il rapporto di immedesimazione deve concretizzarsi in una forma di collaborazione con quest’ultimo, che consenta al preposto responsabile tecnico, di operare in nome e per conto dell’impresa, impegnandola sul piano civile con il proprio operato e con le proprie determinazioni, sia pure limitatamente agli aspetti tecnici-operativi dell’attività della stessa.

I requisiti tecnico-professionali sono, in alternativa, uno dei seguenti:

1) diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta;
2) diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all'articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività relative a impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie è di un anno;
3) titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività relative a impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie è di due anni;
4) prestazione lavorativa svolta alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti.
5) I periodi di inserimento e le prestazioni lavorative (sopra indicati) possono svolgersi anche in forma di collaborazione tecnica continuativa nell'ambito dell'impresa da parte del titolare, dei soci e dei collaboratori familiari. Si considerano, altresì, in possesso dei requisiti tecnico-professionali il titolare dell'impresa, i soci ed i collaboratori familiari che hanno svolto attività di collaborazione tecnica continuativa nell'ambito di imprese abilitate del settore per un periodo non inferiore a sei anni. Per le attività relative a impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie tale periodo non può essere inferiore a quattro anni.

Per "alle dirette dipendenze di un'impresa di settore" si intende:

- rapporto di lavoro subordinato;
- ogni altra forma di collaborazione tecnica continuativa del titolare, dei soci o dei collaboratori familiari nell'impresa artigiana;

AL FINE DI FACILITARE L’ACCERTAMENTO DEI REQUISITI DA PARTE DELL'UFFICIO SI INVITA A COMPILARE ESATTAMENTE I RIQUADRI DELLA SCIA INDICANDO:

1) titolo di studio o attestato del superamento di corsi professionali, con esatto indirizzo scolastico o piano di studio, nome della scuola e anno del conseguimento del titolo;
2) esatta indicazione dei periodi lavorativi con livello di assunzione e tipo di contratto applicato;
3) indicazione della posizione INAIL con il rischio operativo attinente all'attività dichiarata per il periodo di 3/6 anni.

NOTA BENE - I SOGGETTI CON CITTADINANZA EXTRA-UE devono allegare copia del permesso di soggiorno dal quale si evinca il motivo del rilascio; devono altresì ottenere il riconoscimento dei titoli di studio e dell’esperienza lavorativa da parte del Ministero dello Sviluppo Economico precedentemente alla segnalazione di inizio attività.
 

Dichiarazione di conformità dell'impianto a regola d'arte

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Ai sensi del D.M. 37/08 (in vigore dal 27/3/2008), le Dichiarazioni di Conformità degli impianti sono rilasciate dalle imprese installatrici (in possesso di abilitazione) al committente, al termine dei lavori (art. 7). Entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori l'impresa installatrice deposita la Dichiarazione di Conformità (in 2 copie) presso lo sportello unico per l'edilizia del comune ove ha sede l'impianto (art. 11).

Si ricorda che il committente è tenuto ad affidare i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione straordinaria degli impianti posti al servizio degli edifici ad imprese abilitate (ai sensi dell'articolo 3 del Decreto citato).

Le dichiarazioni di conformità cartacee devono:
   1. essere assolutamente leggibili (ai fini della loro archiviazione ottica);
   2. essere compilate in ogni parte;
   3. essere compilate a nome del titolare della ditta o legale rappresentante della società;
   4. essere firmate dal dichiarante (titolare o legale rappresentante) e dal responsabile tecnico (se diverso dal primo).

Le Dichiarazioni di Conformità devono essere redatte sulla base del nuovo modello "Dichiarazione di conformità dell'impianto alla regola e d'arte" (formato PDF - dimensione 46 Kb) approvato con il Decreto Dirigenziale 19 maggio 2010 (formato PDF - dimensione 642 Kb) e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 161 del 13 luglio 2010.

Con lo stesso decreto è stato anche approvato il nuovo modello per la dichiarazione di conformità dell'impianto ad uso degli uffici tecnici interni di imprese non installatrici.
La modifica riguarda l'aggiunta, tra gli allegati obbligatori, dell'attestazione di conformità per l'impianto realizzato con materiali o sistemi non normalizzati.
E' il caso dell'impianto che incorpora prodotti o sistemi legittimamente utilizzati per il medesimo impiego in un altro Stato dell'Unione Europea, per i quali non esistono norme tecniche di prodotto o di installazione.
Allegati
Ultima modifica: Giovedì 4 Marzo 2021